Abruzzo

“Progetto superato, rischia di bloccare lo sviluppo del territorio”


Netta contrarietà all’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina da parte di Maurizio Bucci, commissario provinciale della Lega di Chieti e sindaco di Gamberale. Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Lanciano, l’esponente leghista ha definito il progetto “superato” e potenzialmente dannoso per le attività economiche e le prospettive di sviluppo dell’area costiera.

“L’istituzione del Parco della Costa Teatina significherebbe decretare la morte dell’agricoltura, dell’artigianato e delle prospettive di sviluppo della Costa dei Trabocchi”, afferma Bucci. Secondo il commissario provinciale della Lega, l’introduzione di ulteriori vincoli in un territorio fortemente antropizzato potrebbe ostacolare gli investimenti pubblici e privati.

Bucci richiama, in particolare, il futuro delle cantine sociali, della Via Verde e delle strutture ricettive necessarie a sostenere il turismo. L’esponente leghista si interroga anche sulle possibili conseguenze per eventuali investimenti strategici nell’area di Ortona, citando il progetto di Renexia.

“Nella mia esperienza decennale come componente del consiglio direttivo del Parco nazionale della Maiella ho potuto conoscere da vicino il funzionamento di queste realtà”, prosegue. “Sono convinto che, in un contesto come quello della Costa Teatina, il rischio sia quello di compromettere le opportunità di crescita del territorio”.

Bucci ricorda che una parte significativa della superficie abruzzese è già sottoposta a tutela attraverso parchi e riserve e considera l’eventuale nascita di un nuovo parco lungo la costa una scelta “anacronistica” e non più rispondente alle esigenze locali.

Il commissario provinciale della Lega cita inoltre le aree naturali già presenti lungo la Costa dei Trabocchi, tra cui le riserve di Marina di Vasto, Punta Aderci, Bosco di Don Venanzio e Lecceta di Torino di Sangro, oltre ai siti di interesse comunitario del Fosso delle Farfalle, del Biotopo di San Salvo e dei Ripari di Giobbe.

“Si tratta di aree già tutelate, che potrebbero essere meglio collegate tra loro”, sostiene Bucci. “Calare dall’alto e inglobare tutto all’interno di un parco sarebbe inutile”.

Nel suo intervento, il sindaco di Gamberale affronta anche il tema delle risorse economiche a disposizione degli enti parco, che a suo giudizio sarebbero insufficienti per sostenere concretamente le popolazioni e le attività agricole e artigianali presenti sul territorio.

Da qui l’appello ai sindaci della fascia costiera, alla Provincia e alla Regione affinché intraprendano iniziative per fermare il progetto. “I territori devono essere governati dai sindaci e dalle istituzioni democraticamente elette”, afferma. “Non possono essere un tribunale amministrativo o un’associazione ambientalista a deciderne il futuro”.

Bucci interviene infine sull’ipotesi di una diffida del Wwf ai Comuni per chiedere la sospensione degli atti urbanistici in attesa delle decisioni sul Parco.

“I sindaci devono capire che istituire il parco significa consegnarsi a un sistema che nulla ha a che vedere con le esigenze e le potenzialità del nostro territorio”, conclude. “La Costa Teatina va rispettata e tutelata, ma attraverso politiche ambientali adeguate al contesto e definite dagli amministratori”.


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