Caldo estremo, fatturato in calo per il 75% delle imprese

Bollino nero per il commercio: complice il caldo estremo delle ultime settimane, gli esercizi pubblici del parovano sono costretti a pagare un conto salato. A dare questo quadro è l’associazione Padovana Pubblici Esercizi (APPE), che ha condotto le proprie ricerche su un campione rappresentativo di bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie del territorio.
Il risultato è un vero e proprio allarme rosso per l’economia locale: quasi tre imprese su quattro (il 74,5%) registrano un drastico calo di fatturato, che per un locale su quattro supera addirittura la soglia critica del -20%. A pesare è la combinazione di due fattori letali: la fuga dei clienti nelle ore calde e l’esplosione dei costi per mantenere la catena del freddo e la climatizzazione.
Effetto “dehors deserti”: il 90% dei locali ha spazi all’aperto, ma con le temperature attuali sono inutilizzabili. La metà degli esercenti segnala il deserto nelle ore diurne e cene sempre più posticipate.
Cambiano radicalmente i consumi: oltre la metà dei locali (58,6%) registra un netto calo nella vendita di bevande alcoliche, sostituite da consumazioni veloci, acqua e prodotti leggeri. Stangata “bollette & blackout”: l’83,1% dei locali paga bollette energetiche più alte (per il 35,6% gli aumenti superano il +10%). Ad aggravare la situazione, quasi la metà delle attività (49,2%) ha subito interruzioni dell’energia elettrica per sovraccarico della rete, in alcuni casi con gravi danni alla conservazione degli alimenti.
Contromisure al limite: il 28,8% ha già cambiato gli orari di apertura e oltre il 27% ha dovuto tagliare i turni del personale, ma per il 44,1% dei gestori non ci sono più margini di manovra.
«Il caldo estremo non è più una semplice nota di colore sul meteo, è diventato un fattore economico che sta mettendo in ginocchio le nostre piccole imprese», dichiara Federica Luni, Presidente APPE Padova. «I gestori si trovano in una morsa drammatica: da un lato incassi in picchiata, clientela ridotta e scontrini più leggeri; dall’altro costi energetici schizzati alle stelle e l’incubo dei blackout che rischiano di mandare al macero le materie prime. Gli esercenti stanno facendo i salti mortali adegueranno orari e servizio, ma non possono essere lasciati soli. Il clima è cambiato e dobbiamo coordinarci: servono infrastrutture elettriche davvero affidabili, centri urbani più ombreggiati e un piano di incentivi per migliorare l’efficienza energetica dei locali. Il caldo non è
un’eccezione, è la nuova realtà con cui fare i conti».
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