Sicilia

«Estorsioni mafiose a Cortina», a processo i fratelli Cobianchi: condanna in abbreviato per un palermitano

I due fratelli romani Leopoldo e Alvise Cobianchi sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver imposto con presunti metodi mafiosi la loro presenza a Cortina d’Ampezzo. Lo ha deciso la gup di Venezia Benedetta Vitoli, rinviando a giudizio anche il complice Daniele Mazzella e condannando a cinque anni e quattro mesi Ivan Montesanto, l’unico imputato che ha scelto il rito abbreviato.

Come riportano il Gazzettino e il Corriere del Veneto, per i Cobianchi il processo si aprirà il prossimo 2 dicembre a Belluno. Stando alle accuse i fratelli, ultras laziali degli Irriducibili, si erano presi la gestione diretta e indiretta di alcuni locali di Cortina e puntavano a infiltrarsi negli appalti relativi ai Giochi olimpici invernali, dopo aver conquistato il controllo dello spaccio di droga nella Regina delle Dolomiti.

A Montesanto, 30enne palermitano, sono contestati in particolare due casi di estorsione, ai danni di un deejay e dei gestori dello chalet «Tofane», minacciati perché non organizzassero eventi senza la collaborazione del gruppo capitanato dai due fratelli. Lui e Mazzella, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero approfittato della nomea dei Cobianchi: e si sarebbero mossi nella loro ombra. Per questo devono rispondere a loro volta dell’aggravante del metodo mafioso.


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