Basilicata

Potenza, la città dove non ci sono semafori

Potenza, la città dove non ci sono semafori. Il primato del capoluogo di regione che ha scelto la soluzione green dei rondò. Unico impianto esistente quello alle due estremità del ponte di via Grippo.


POTENZA – C’è un primato urbanistico che rende Potenza un caso quasi unico in Italia: l’assenza dei semafori, fatta eccezione per quello prima del ponticello di via Grippo.  Nel capoluogo lucano i semafori, qualcuno in passato era presente in città,  sono stati  sostituiti da una fitta rete di oltre trenta rotatorie che regolano il traffico cittadino.  Proprio ieri   un nuovo passo avanti con l’apertura ufficiale del cantiere per la tanto attesa rotatoria tra viale Firenze, via Anzio e via Sabbioneta. In tutta questa mappa dello scorrimento continuo, però, resiste ancora, come detto,  un’unica, storica eccezione: il semaforo sul ponticello di via Grippo. Mentre nel resto della città a partire dalla fine degli anni ‘80 quei pochi semafori esistenti  venivano smantellati uno dopo l’altro, l’impianto presente ai due lati del ponticello che unisce rione Lucania a viale del Basento è rimasto al suo posto.

L’ECCEZIONE DI VIA GRIPPO E LE RAGIONI OROGRAFICHE DELLE ROTATORIE

Qui la tecnologia cede il passo alla storia e alla conformazione del territorio. Il ponticello di via Grippo è una struttura dei primi del Novecento, sottoposta a rigidi vincoli di tutela da parte dei Beni culturali. La sua carreggiata è troppo stretta per ospitare una rotonda o per consentire il doppio senso di marcia contemporaneo. Di conseguenza, dopo i delicati lavori di messa in sicurezza che ne hanno permesso la riapertura, il semaforo è rimasto l’unico strumento tecnico in grado di gestire il senso unico alternato, proteggendo la struttura e garantendo al tempo stesso il passaggio in sicurezza. La scelta delle varie amministrazioni comunali di puntare tutto sulle rotatorie non è un vezzo estetico, ma una risposta concreta alle criticità di una città verticale  costruita su forti pendenze e soggetta, in passato, a inverni rigidi. Fermare le auto in salita sotto la neve o con l’asfalto ghiacciato creava enormi disagi alla ripartenza, provocando slittamenti e blocchi alla circolazione.

POTENZA SENZA SEMAFORI: I BENEFICI DEL FLUSSO CONTINUO E LA MAPPA DEGLI SNODI STRATEGICI

Le rotatorie eliminano le code fisse del rosso semaforico. Il flusso dei veicoli si autoregola in base alla precedenza di chi si trova già nell’anello, rendendo la guida più fluida. Obbligando i conducenti a rallentare, le rotonde hanno azzerato il rischio di incidenti frontali o laterali ad alta velocità. Inoltre, eliminando i continui  “stop and go”, si riducono drasticamente i consumi di carburante e le emissioni di CO2. Il piano di mobilità urbana copre ormai tutti i punti nevralgici della città, dividendosi in tre macro-aree strategiche. La cittadella degli uffici (Poggio Tre Galli) Il cantiere avviato ieri all’incrocio tra viale Firenze, via Anzio e via Sabbioneta risolverà uno dei punti più critici della città, congestionato ogni giorno dal traffico scolastico e dai dipendenti degli uffici regionali. Poco distante, la rotonda tra via Anzio e via Tammone già garantisce un collegamento sicuro all’interno del quartiere.

La zona  commercio (Gallitello e via del Basento): qui domina la rotatoria del Nodo Complesso, fondamentale per smaltire l’enorme flusso di auto in entrata e in uscita dal raccordo autostradale. A questa si è aggiunta la   rotatoria di via della Tecnica, che ha messo in sicurezza l’area  a ridosso delle rampe del Ponte Musmeci, insieme allo snodo di via Calabria.

LA TRASFORMAZIONE DEI QUARTIERI DI POTENZA E IL RICORDO DEI VECCHI SEMAFORI

Anche i quartieri più datati si sono adeguati. A rione San Rocco e a Santa Maria le rotatorie  hanno rivoluzionato la viabilità della zona, permettendo persino la pedonalizzazione dello spazio davanti alla chiesa. Interventi simili hanno ridisegnato gli incroci interni di rione Verderuolo, eliminando i vecchi e pericolosi incroci. Con l’apertura del nuovo cantiere di viale Firenze, Potenza conferma la sua identità di città a scorrimento continuo, dove la modernità viaggia in cerchio e la storia si ferma al semaforo di via Grippo. I rari e storici impianti semaforici urbani di Potenza sono stati rimossi in via definitiva verso la fine degli anni ‘80.

Il processo di smantellamento non è avvenuto in un unico momento. La transizione si è conclusa nei primissimi anni del nuovo millennio che di fatto ha sancito il primato di Potenza come città “traffic-light free”. Gli impianti semaforici più importanti e ricordati dai potentini più anziani si trovavano in quattro aree: l’incrocio tra viale Marconi e viale Dante. Il semaforo più famoso e trafficato della città. Quello su via Appia  che serviva a rallentare e scaglionare le auto che entravano nel tessuto urbano dalle direttrici extraurbane. Poi c’era l’area ospedaliera e quella  universitaria di via Nazario Sauro. L’intersezione con Via Ciccotti accanto alla Caserma  regolava l’innesto da una strada con una pendenza particolarmente accentuata.


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