Umbria

quando la cura diventa criterio di governo


La sostenibilità non è più solo una politica ambientale, ma un paradigma identitario che attraversa ogni dimensione dell’ateneo, dalla didattica alla ricerca, dalla gestione del patrimonio edilizio al benessere della comunità. È con questa convinzione che l’Università degli Studi di Perugia ha presentato il proprio modello di sviluppo sostenibile, un approccio che parte da una parola apparentemente semplice ma profondamente rivoluzionaria nel contesto universitario: la cura.

“L’Università è chiamata oggi a costruire non soltanto conoscenza, ma condizioni di vita migliori per la Comunità”. Con queste parole il Magnifico Rettore, professor Massimiliano Marianelli, ha aperto l’incontro dedicato alla presentazione del nuovo modello di sviluppo sostenibile dell’Ateneo, chiarendo immediatamente l’approccio adottato. La sostenibilità non viene intesa come compartimento stagno o come insieme di azioni tecniche da realizzare, ma come “dimensione trasversale dell’identità istituzionale, strettamente connessa alla cura delle persone, degli spazi, delle relazioni e del territorio”. Il Rettore ha voluto sottolineare con forza che “la sostenibilità non può essere considerata un settore dell’attività universitaria: deve diventare un modo di pensare, di progettare e di governare. In fondo, la sostenibilità è una delle forme più concrete della cura”.

Questa visione trova una prima concreta attuazione nell’istituzione del Tavolo permanente per l’efficientamento energetico, promosso dal Rettore quale luogo stabile di confronto, programmazione e monitoraggio delle politiche energetiche dell’Ateneo. Nato nell’ambito del Piano di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, il Tavolo rappresenta uno strumento attraverso il quale integrare sostenibilità ambientale, innovazione gestionale e responsabilità sociale, favorendo una progressiva riduzione dei consumi, una gestione più efficiente delle risorse e la liberazione di nuove opportunità di investimento a favore della comunità universitaria. Il Tavolo rappresenta, inoltre, uno dei primi strumenti operativi attraverso cui il Green Office e la Commissione Sostenibilità potranno sviluppare una programmazione condivisa e misurabile nel tempo.

La strategia delineata dall’Ateneo si articola attraverso due ulteriori strumenti fondamentali. La Commissione Sostenibilità è l’organismo chiamato a garantire il coordinamento delle politiche di Ateneo, favorendo il dialogo tra le diverse strutture amministrative e scientifiche e assicurando l’integrazione della sostenibilità nei processi di pianificazione e programmazione. Accanto alla Commissione opererà il Green Office, una struttura permanente pensata come luogo di partecipazione e di progettazione condivisa, con il coinvolgimento attivo di studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e ricercatori. Il Green Office avrà il compito di promuovere iniziative di sensibilizzazione, progetti di innovazione, campagne di educazione ambientale e attività finalizzate al miglioramento continuo delle performance di sostenibilità dell’Ateneo, configurandosi come uno spazio permanente di sperimentazione nel quale la comunità universitaria potrà contribuire direttamente alla progettazione di nuove pratiche di sostenibilità.

La sostenibilità, nella visione dell’Ateneo perugino, attraversa tutte le missioni universitarie. Essa entra nella didattica, orientando la formazione delle nuove generazioni verso una maggiore consapevolezza delle sfide contemporanee come dimostra il corso di laurea magistrale in “Economia e Management dello Sviluppo Sostenibile”, che forma figure professionali capaci di analizzare e gestire i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La sostenibilità promuove nella ricerca un approccio interdisciplinare alle grandi sfide contemporanee, come documentato dall’insegnamento di “Economia dell’ambiente” che fornisce una lettura transdisciplinare dei problemi ambientali, contaminando scienza economica, scienze della natura e scienze umane. Nella terza missione, rafforza il rapporto con il territorio e le istituzioni, attraverso la partecipazione a iniziative come il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Nella quarta missione, contribuisce al benessere della comunità universitaria, alla qualità delle relazioni e alla responsabilità sociale dell’Ateneo.

In questa prospettiva anche la cura del patrimonio edilizio assume un significato nuovo. Gli edifici universitari non rappresentano soltanto infrastrutture, ma luoghi di vita, di studio, di ricerca e di relazione. Riqualificarli significa migliorare la qualità della vita della comunità universitaria, ridurre l’impatto ambientale e restituire valore agli spazi nei quali si costruisce quotidianamente l’Universitas. Il professor Paolo Verducci, Delegato del Rettore alla Cura del Costruito, Sostenibilità energetica e Sicurezza, che ha curato il coordinamento scientifico dell’iniziativa, ha evidenziato come la sostenibilità rappresenti oggi un elemento strutturale della qualità dell’università contemporanea. In tale prospettiva, la cura del patrimonio edilizio, la riqualificazione architettonica ed energetica degli edifici, la riduzione delle emissioni, la sicurezza degli ambienti universitari costituiscono aspetti strettamente connessi all’identità dell’Ateneo e alla sua responsabilità nei confronti della comunità.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), il principale organismo nazionale di coordinamento delle università italiane sui temi della sostenibilità, al quale l’Università degli Studi di Perugia aderisce dal 2017. L’adesione attiva consentirà di rafforzare la partecipazione ai gruppi di lavoro nazionali, condividere buone pratiche e sviluppare progetti comuni negli ambiti della transizione ecologica, dell’energia, della mobilità sostenibile, della gestione delle risorse e dell’inclusione sociale. Il coordinamento tecnico dell’iniziativa è stato affidato all’ingegner. Fabio Piscini, Dirigente della Ripartizione Tecnica, che ha illustrato il ruolo strategico della struttura tecnica universitaria nell’attuazione degli interventi di efficientamento energetico, manutenzione programmata, riqualificazione del patrimonio edilizio e sviluppo di modelli gestionali orientati alla sostenibilità e alla resilienza.

La giornata si è conclusa con l’invito, rivolto dal Rettore a tutta la comunità universitaria, a contribuire attivamente alla costruzione di una nuova cultura della sostenibilità, intesa non soltanto come obiettivo ambientale, ma come criterio guida dell’intera azione istituzionale dell’Università degli Studi di Perugia. La presentazione della RUS, della Commissione Sostenibilità e del Green Office rappresenta il primo passo di un percorso più ampio attraverso il quale l’Università degli Studi di Perugia intende integrare stabilmente la sostenibilità nella propria programmazione strategica, riconoscendola come espressione concreta della cura delle persone, dell’ambiente, delle relazioni e delle future generazioni.

Per il Rettore, la sostenibilità diventa così una responsabilità culturale prima ancora che tecnica: un modo di abitare l’Università e di interpretarne la missione pubblica, nella convinzione che soltanto una comunità capace di prendersi cura delle persone, dei luoghi, del sapere e del territorio possa contribuire autenticamente allo sviluppo sostenibile della Società. È questa la forma di Universitas che l’Ateneo intende continuare a costruire: una comunità che genera conoscenza, relazioni, futuro e cura, assumendo verso le generazioni presenti e future la responsabilità che definisce il senso più autentico dell’Universitas.

 


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