Emilia Romagna

Un grande passaggio di civiltà


L’approvazione del provvedimento sul fine vita da parte della Regione Emilia-Romagna rappresenta un passaggio di civiltà e di grande responsabilità istituzionale”, afferma Eugenio Fusignani, segretario regionale Pri Emilia-Romagna. “Come repubblicani, guardiamo a questo risultato attraverso la matrice dei nostri valori storici: la difesa della dignità della persona, la tutela delle libertà individuali e una salda visione laica che non si contrappone mai, ma rispetta e comprende le diverse sensibilità presenti nella nostra società”. 

“La nostra idea di laicità non è affatto indifferente al sentimento religioso e per questo esprimiamo il massimo rispetto verso le posizioni di quanti, sorretti da principi di fede o da diverse convinzioni etiche, guardano a questo tema con sofferenza e contrarietà – prosegue Fusignani -. La vera laicità delle Istituzioni sta proprio nel garantire a ciascuno la possibilità di scegliere per sé nei momenti più drammatici dell’esistenza, senza imporre dogmi e senza mai violare la coscienza di alcuno”. 

“La norma regionale non forza la volontà di nessuno: offre una cornice di garanzie, di assistenza e di tutela a chi si trova ad affrontare condizioni di sofferenza irreversibile. È un passo avanti di straordinaria importanza per il nostro territorio, che dimostra ancora una volta capacità di ascolto e coraggio legislativo. Resta tuttavia il grave rammarico per il ritardo del Parlamento, ostaggio ormai di una maggioranza incapace di trovare una sintesi comune praticamente su tutto”. 

“È un vero peccato che un tema così profondo, che tocca la vita e la dignità dei cittadini, venga paralizzato dalle divisioni politiche e non trovi ancora una disciplina organica a livello nazionale. Il vuoto della politica statale costringe le Regioni a intervenire per dare risposte concrete alle indicazioni della Corte Costituzionale e, soprattutto, alle persone – conclude il segretario -. L’auspicio è che il passo compiuto in Emilia-Romagna possa sollecitare un dibattito nazionale finalmente libero da steccati ideologici, capace di coniugare il rispetto per la vita con la tutela della libertà di scelta di ogni singolo individuo”. 


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