Eva Statiella, l’assessore Ai di Acqui Terme ha un profilo social, ma non è gestito dal comune
ACQUI TERME – Un profilo Facebook con il nome dell’«assessora virtuale» Eva Statiella, il progetto di intelligenza artificiale del Comune di Acqui Terme, ha superato i 1.300 amici. Ma la pagina, secondo quanto riferito dal sindaco Danilo Rapetti, non sarebbe stata creata né gestita dall’amministrazione. Il caso ha così aperto un insolito giallo telematico, con l’ipotesi di un vero e proprio furto d’identità digitale.
A insospettire è anche la composizione della rete di contatti del profilo, popolata in larga parte da account stranieri e profili di bot, oltre che da utenti incuriositi dalla vicenda. Statiella è infatti un software sviluppato dal Comune e da mesi addestrato dal sindaco, ma la pagina Facebook apparsa online non sarebbe riconducibile al progetto istituzionale.
La vicenda ha riacceso il dibattito sull’iniziativa e, in particolare, sulle modalità con cui è stata realizzata e presentata. A intervenire sono stati i consiglieri di opposizione Franca Roso (Forza Italia), Elena Trentini (lista civica «La nostra Acqui») e Carlo De Lorenzi (Pd).
«Leggiamo con un certo stupore che il sindaco oggi si preoccupa del presunto “furto d’identità” dell’assessora virtuale Eva Statiella – si legge in un comunicato congiunto -. Peccato che da oltre un mese continua ad ignorare la vera questione: un’interrogazione ufficiale da noi presentata, alla quale non ha ancora fornito alcuna risposta».
I tre consiglieri precisano di non contestare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sé. «Noi non abbiamo mai contestato l’intelligenza artificiale che, se bene utilizzata, può essere utile – aggiungono De Lorenzi, Roso e Trentini –. Contestiamo il modo superficiale con cui questo progetto è stato presentato».
Secondo l’opposizione, resterebbero infatti da chiarire diversi aspetti legati alle responsabilità, alla sicurezza informatica, alla tutela dei dati personali, ai costi e alla conformità alle norme. «Oggi il sindaco dichiara di essere estraneo alla pagina Facebook dell’assessora virtuale – prosegue la nota -. E allora le domande diventano inevitabili: chi governa realmente questo progetto? Chi ne risponde? Chi controlla ciò che viene pubblicato?».
I consiglieri sollevano inoltre un ulteriore interrogativo sulla titolarità del dominio web collegato all’iniziativa, che sarebbe stato registrato a nome di Danilo Rapetti e non del Comune di Acqui Terme. Resta quindi da chiarire chi abbia creato e gestito il profilo social dell’assessora virtuale.
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