Sdegno e accuse incrociate sui disordini No Tav, ma Mauceri tira dritto: “I lavori non si fermano”

Le immagini dei manifestanti incappucciati, con scudi, caschi e maschere antigas che entrano nel cantiere della Torino-Lione hanno fatto rapidamente il giro d’Italia. Tanto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine.
Dal centrodestra si sprecano le dichiarazioni di condanna per quanto accaduto in valle di Susa, dal vicepremier Matteo Salvini al ministro piemontese Gilberto Pichetto Fratin, passando per Paolo Zangrillo che parla di un «attacco eversivo contro lo Stato». Un copione ampiamente previsto già alla vigilia dell’inizio del festival Alta Felicità, l’evento simbolo del movimento No Tav arrivato quest’anno alla sua decima (e forse ultima) edizione.
A osservare le immagini delle fiamme che si alzano dal cantiere ‘è anche il presidente dell’Osservatorio per la Torino-Lione, Calogero Mauceri, che subito assicura che i lavori andranno avanti: «Violenza e intimidazione non fermeranno il percorso avviato».
Intanto si scatena il coro delle reazioni politiche. Non passa inosservata la nota inviata dal M5s che – dopo aver condannato le violenze – precisa che «chi delinque» presta il fianco a «spostare l’attenzione» dai costi «inutili» dell’opera: «Così si fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla», commenta Chiara Appendino mentre Salvini, cogliendo la palla al balzo dopo il caso Fakir, parla di «frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell’ordine».
Arriva quasi in tempo reale il commento del presidente della Regione Alberto Cirio: «La valle di Susa è stata ancora una volta trasformata nel teatro dell’azione di centinaia di violenti arrivati anche dall’estero con un obiettivo preciso: seminare violenza, distruggere e sfidare apertamente lo Stato». E il suo assessore Enrico Bussalino si schiera al fianco dei lavoratori del cantiere «che non possono essere esposti a episodi di violenza e intimidazione mentre sono impegnati nella realizzazione di un’opera pubblica». Sulla stessa linea anche i sindacati edili che chiedono di «mettere in campo tutte le azioni e gli strumenti necessari per assicurare condizioni di sicurezza ai lavoratori».
Arriva una condanna «senza alcuna ambiguità» dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo; «Il diritto di manifestare e di esprimere dissenso è un valore fondamentale della nostra democrazia, ma aggressioni, lanci di pietre e bombe carta, incendi e atti vandalici contro cantieri e forze dell’ordine sono inaccettabili». Sulla stessa linea anche il Pd del Piemonte tramite il segretario regionale Domenico Rossi e quello provinciale Marcello Mazzù. Difende la Tav anche Pier Francesco Maran, europarlamentare Pd-S&D, che definisce «inqualificabili le strumentalizzazioni del governo che attribuiscono, a chi da sinistra ha sempre voluto quest’opera, una connivenza con gli scontri avvenuti».
Di ora in ora, poi, la polemica divampa a opera di consiglieri e segretari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. «Dietro lo slogan della protesta si nascondono professionisti della violenza» commenta il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco (Fdi) mentre la parlamentare Augusta Montaruli (Fdi) definisce quanto avvenuto «eversione».
«Lo chiamano festival Alta Felicità, ma puntualmente si trasforma nel festival delle pietre» chiosa il vice capogruppo di Fdi in Regione, Roberto Ravello. «Non si tratta di episodi isolati – commentano poi il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana (Fi) – ma di una violenza organizzata e annunciata». E il capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca, aggiunge: «Anche oggi i presenzialisti della tensione hanno dato il peggio».
Parole durissime dai sindacati delle forze dell’ordine. «È solo un puro caso se non ci è scappato il morto» dice Luca Pantanella, segretario provinciale del Fsp, che chiede «la revoca delle autorizzazioni per il festival Alta Felicità». Mentre Stefano Paoloni, segretario generale Sap, osserva: «Oggi in Valsusa il morto è stato cercato con coscienza».
No a giustificazioni o mancate condanne, avverte il segretario provinciale Siap Torino Giovanni Capolupo, che «delegittimando il lavoro delle forze dell’ordine» Totale solidarietà ai colleghi feriti è espressa dal Silp Cgil che aggiunge: «La sicurezza non sia terreno di scontro politico. In Valsusa non ci vanno i partiti, ci andiamo noi».
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