Lazio

«il rischio era stato denunciato mesi fa»

Un’altra colonna di fumo nero ad alzarsi dalle sponde del Tevere, l’odore acre di bruciato che filtra dalle finestre dei palazzi tra Ostiense e Marconi e l’ennesima emergenza che si trasforma in scontro politico sulle scrivanie del Campidoglio.

È il bilancio dell’incendio divampato nella tarda serata di ieri, venerdì 24 luglio, nella golena del fiume, proprio nel tratto compreso tra Ponte della Scienza e Ponte dell’Industria, all’altezza del Gazometro.

A prendere fuoco è stato un insediamento abusivo sorto all’interno del canneto: una struttura precaria andata distrutta nel giro di poche ore.

Stando ai primi riscontri delle forze dell’ordine e dei soccorritori giunti sul posto non si registrerebbero feriti o intossicati, ma la paura tra i residenti del quadrante è stata molta, alimentata dal fumo denso che per ore ha avvolto le abitazioni circostanti.

La denuncia di aprile e il «pericolo concreto»

L’episodio ha immediatamente riacceso la miccia della polemica politica, con Fratelli d’Italia che è tornata ad attaccare la giunta capitolina accusandola di aver sottovalutato le condizioni dell’area.

In una nota congiunta, Piergiorgio Benvenuti e Luca Emanuele, rispettivamente responsabile e componente del Dipartimento Ambiente della Federazione romana del partito, hanno rivendicato le segnalazioni inviate nelle settimane passate:

«Quanto accaduto questa notte dimostra che il pericolo da noi denunciato non era teorico ma drammaticamente concreto. Già lo scorso 8 aprile, durante un sopralluogo svolto lungo la sponda del Tevere di fronte al Gazometro, avevamo censito e documentato baracche senza autorizzazione, bombole di gas, generatori di corrente, cumuli di scarti e persino cavi utilizzati per la combustione finalizzata al recupero del rame.

Un concentrato di fattori di rischio che, unito alle sterpaglie secche della golena, rappresentava una bomba ad orologeria. Non è una questione di semplice degrado: qui siamo di fronte a problemi di sicurezza pubblica e tutela ecologica in zone lasciate del tutto fuori dal controllo delle istituzioni». Piergiorgio Benvenuti e Luca Emanuele, Dipartimento Ambiente FdI Roma.

Interrogazione urgente in Aula Giulio Cesare

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale Federico Rocca, responsabile del Dipartimento Sicurezza di FdI, annunciando un’azione ispettiva immediata per chiedere conto delle omissioni e dei mancati controlli:

«Presenterò un’interrogazione urgente in Assemblea Capitolina per chiedere all’amministrazione di spiegare per quale motivo, a fronte delle dettagliate segnalazioni trasmesse nei mesi scorsi, non sia stata attivata alcuna misura di prevenzione né alcuna messa in sicurezza del sito.

Gli incendi nelle aree degradate della Capitale non possono continuare a essere gestiti come emergenze imprevedibili soltanto quando le fiamme sono già alte. Occorre un piano coordinato per restituire decoro, igiene e legalità a un quadrante di altissimo valore storico e paesaggistico come quello del Gazometro». Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia.

Le richieste: sgombero, bonifica e presidio fisso

Dall’opposizione viene dunque avanzata una richiesta perentoria alle autorità competenti:

Sgombero e bonifica immediata: lo sgombero definitivo dell’insediamento e la rimozione di tutti i rifiuti speciali, materiali pericolosi e rottami accumulati nella golena;

Sicurezza ambientale: il ripristino delle condizioni naturali lungo l’alveo del fiume;

Controlli permanenti: l’istituzione di un sistema di monitoraggio e vigilanza costante per impedire che l’area venga nuovamente occupata.

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