Ciak si gira (nel Fermano), il regista monturanese Minervini (premiato a Cannes) annuncia un film. Già effettuati i sopralluoghi

FERMO Ora è ufficiale: il prossimo film del pluripremiato regista Roberto Minervini, originario di Monte Urano, ma da anni residente negli Stati Uniti, sarà girato nella sua terra d’origine e richiamerà la sua infanzia. Roberto, infatti è vissuto nel Fermano fino alla laurea in economia e commercio conseguita ad Ancona.
E ora, dopo aver vinto il David di Donatello come miglior documentario nel 2014, la partecipazione al Festival del Cinema di Venezia e la vittoria ex-aequo per la miglior regia al Festival di Cannes nel 2024, Minervini ha deciso di omaggiare la sua terra e i suoi genitori con un film, le cui riprese dovrebbero iniziare tra un anno. Il regista, accompagnato da Dario Zonta (critico, produttore e conduttore di “Hollywood Party” su Radio Tre) e dalla produzione ha già effettuato dei sopralluoghi nel Fermano alla ricerca di location adatte per girare le scene del suo nuovo progetto. «Abbiamo un copione, abbiamo scelto i due attori principali e ho già svolto alcuni sopralluoghi» ha detto Minervini, che preferisce non aggiungere altro. La macchina produttiva è già in funzione. È un progetto importante che sta partendo a fari spenti in queste settimane, con il lavoro di preparazione che c’è prima di girare le scene di un film. Da quanto trapela, l’attività calzaturiera farà da sfondo alla pellicola, visto che caratterizza la vita sociale ed economica del distretto produttivo fermano-maceratese da decenni. Ed era in pieno boom quando Roberto viveva con i suoi genitori a Monte Urano.
Il facilitatore
Ora il regista basato a New York è in costante contatto col sindaco di Monte Urano Andrea Leoni, che funge da facilitatore della produzione in un territorio pronto a supportare e far sentire il proprio calore, consapevole che il successo del film di Minervini potrebbe rappresentare uno spot pubblicitario per tutto il Fermano. D’altronde Minervini è ormai uno dei più autorevoli registi italiani sia come documentarista sia come sia come interprete dei film di finzione, come The Damned. E come lo sarà anche il prossimo.




