Dottorati Unipd, continua la crescita ed entro un anno il 96 % trova lavoro
Il punto di forza del dottorato dell’Università di Padova è la qualità dell’esperienza di ricerca. Ed è probabilmente questa la ragione per cui, a un anno dal conseguimento del titolo, quasi il 96% dei dottori di ricerca dell’Ateneo risulta occupato, con una retribuzione superiore alla media italiana e un percorso formativo sempre più internazionale. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni Almalaurea, che restituiscono l’immagine di un modello fondato sulla qualità della ricerca, sull’internazionalizzazione e sul dialogo con il sistema produttivo, capace di accompagnare i giovani ricercatori verso professioni ad alta qualificazione.
L’impegno dell’Università di Padova nella formazione dottorale è confermato anche dai numeri del prossimo anno accademico: si è appena conclusa la prima tornata di selezioni per 531 posizioni di dottorato, cui si aggiungeranno ulteriori 85 posti previsti in un bando di prossima pubblicazione. Un investimento che conferma la centralità del dottorato nella strategia di sviluppo della ricerca dell’Ateneo.

«Il dottorato rappresenta il luogo in cui si forma la ricerca del futuro e, insieme, chi sarà chiamato a guidarla – ha dichiarato Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova – i dati Almalaurea confermano la solidità di un modello che mette al centro la qualità dell’esperienza di ricerca, il confronto internazionale e la capacità di affrontare le grandi sfide della contemporaneità. È un risultato che appartiene all’intera comunità accademica e testimonia come investire nella formazione dottorale significhi investire nella conoscenza, nell’innovazione e nel futuro del Paese. Ogni giovane ricercatrice e ricercatore che scegliamo di sostenere rappresenta un investimento sulla capacità dell’università di produrre nuova conoscenza e di generare sviluppo economico, sociale e culturale».
«Le rilevazioni Almalaurea mostrano una crescita che riguarda l’intero percorso di formazione – ha commentato Massimiliano Zattin, prorettore con delega al Dottorato di ricerca dell’Università di Padova – sempre più dottorande e dottorandi svolgono esperienze all’estero, partecipano a reti scientifiche internazionali, pubblicano durante il percorso e trovano rapidamente occupazione in professioni ad alta qualificazione. È particolarmente significativo anche il forte incremento dei dottorati sviluppati in collaborazione con le imprese, passati dal 6,8% del 2023 al 18% dell’ultima rilevazione: un dato che testimonia un dialogo sempre più stretto tra ricerca e sistema produttivo. Formare ricercatrici e ricercatori significa oggi prepararli a muoversi con competenza tra università, centri di ricerca e imprese, in un ecosistema dell’innovazione sempre più aperto e internazionale».
I dati
Il dottorato dell’Università di Padova si conferma sempre più internazionale. Il 64,3% delle dottorande e dei dottorandi svolge un periodo di studio o ricerca all’estero, contro il 59,5% della media nazionale, mentre i titoli doppi o congiunti con università straniere sono passati dal 7% del 2023 al 9% del 2025. Oltre il 39;84% beneficia dell’incremento della borsa previsto per i soggiorni internazionali e il 57,2% delle attività formative coinvolge docenti provenienti da università estere. La partecipazione alla ricerca è molto elevata: il 39;80% dei dottorandi è inserito in gruppi di ricerca, il 48,7% partecipa a progetti con altre università e l’86,6% realizza pubblicazioni scientifiche durante il percorso, oltre nove su dieci in lingua inglese. Circa sette dottorandi su dieci presentano i propri lavori a convegni nazionali e sei su dieci partecipano a congressi internazionali. Inoltre, il 68,9% svolge attività di supporto alla didattica universitaria.
L’Ateneo continua inoltre a investire nella qualità dell’esperienza dottorale: il 90,4% dei dottorandi beneficia di un finanziamento durante il percorso e cresce in modo significativo la collaborazione con il sistema produttivo. I dottorati sviluppati in collaborazione con le imprese sono infatti passati dal 6,8% del 2023 al 39;8,5% del 2024, fino a raggiungere il 18% nell’ultima rilevazione. A un anno dal conseguimento del titolo, il 95,8% dei dottori di ricerca dell’Università di Padova risulta occupato, contro il 94,1% della media nazionale, mentre il tasso di disoccupazione è fermo al 2,1% (3,5% il dato italiano). Il 93,6% svolge professioni ad alta qualificazione e oltre il 70% dichiara di svolgere attività di ricerca in misura elevata. Il 76,1% utilizza in misura significativa le competenze acquisite durante il dottorato e il 40,4% afferma che il titolo costituisce un requisito richiesto per la professione svolta, una quota nettamente superiore alla media nazionale (31,9%). La retribuzione media netta raggiunge i 2.069 euro mensili, contro gli 1.984 euro della media italiana. Elevato anche il livello di soddisfazione: oltre il 74% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso di dottorato nello stesso Ateneo, mentre solo il 5,8% dichiara che non si iscriverebbe più a un dottorato.
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