Scienza e tecnologia

Gemini 950 milioni utenti: ChatGPT sotto il 50% di mercato

A febbraio 2026 Gemini contava 750 milioni di utenti mensili. Oggi siamo a 950 milioni, con un anno fa che ne vedeva circa un terzo. Non è crescita, è una corsa. E i numeri arrivano direttamente dall’earnings call del secondo trimestre 2026 di Google, quindi non c’è molto spazio per dubitarne.

Il contesto è quello che rende la notizia interessante: ChatGPT ha raggiunto il miliardo di utenti a giugno, e per mesi il racconto dominante è stato che OpenAI avesse costruito un vantaggio strutturale difficile da colmare. I dati di Sensor Tower per il primo semestre 2026 raccontano però un’altra storia: ChatGPT è sceso sotto il 50% di quota di mercato tra gli assistenti AI per la prima volta, mentre Gemini è salito al 27,7%. Non è ancora un sorpasso, ma il mercato che sembrava già definito non lo è affatto.

Vuoi ascoltare il riassunto dell’articolo?

Cosa sta spingendo questa crescita? Sundar Pichai ha citato due funzioni specifiche durante la call: Daily Brief e Gemini Spark. Daily Brief è il riepilogo proattivo che arriva al mattino, calendario, notizie e email insieme.

Spark è l’agente personalizzato, già in rollout negli USA e a livello internazionale, che ricorda il contesto tra una sessione e l’altra e agisce per conto dell’utente. Non è più solo una chat: è un assistente che fa cose, e questa distinzione è cruciale per la fidelizzazione.

C’è poi un dato che colpisce più degli altri: 137 milioni di download di Gemini su iOS negli ultimi 12 mesi, secondo AppFigures. Non si tratta di utenti Android che trovano Gemini preinstallato, ma di persone che hanno scelto attivamente di installare l’app di Google su un iPhone. Il modello di generazione immagini Nano Banana, arrivato su iOS, ha contribuito in modo concreto: la generazione di immagini è una funzione che si usa ogni giorno e che crea abitudine.

Sul fronte della Ricerca, Google annuncia che la modalità AI di Search ha superato 1 miliardo di utenti e sta generando un aumento incrementale delle query, non una sostituzione.

Pichai ha usato la parola “incrementale” con cura: vuol dire che le risposte AI non stanno cannibalizzando le ricerche tradizionali e il modello pubblicitario, ma stanno allargando la torta. Che ci crediate o meno, i numeri del Q1 2026 sulla Ricerca sembravano già confermare questa lettura, come avevamo riportato a suo tempo.

C’è infine un vantaggio che OpenAI non ha e che Google usa come leva silenziosa: l’infrastruttura hardware proprietaria. I chip TPU e l’ottimizzazione dell’inferenza hanno permesso a Google di ridurre i costi della modalità AI in Search nonostante l’espansione continua di funzioni e modelli. È il tipo di vantaggio competitivo che non fa notizia ma che rende i numeri sostenibili a scala miliardaria.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »