Friuli Venezia Giulia

il Fvg accelera nel secondo trimestre con 520 nuove imprese

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Il sistema imprenditoriale italiano chiude il secondo trimestre 2026 confermando capacità di tenuta, con un saldo positivo tra aperture e chiusure di 32.709 unità e un tasso di crescita attestatosi allo 0,56%. In questo scenario, il Friuli Venezia Giulia mette a segno una performance che ricalca quasi millimetricamente la velocità di crociera del resto del Paese. Secondo le analisi condotte dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine su dati InfoCamere, tra aprile e giugno il territorio regionale ha registrato la nascita di 1.282 nuove imprese a fronte di 762 cessazioni, generando un saldo attivo di 520 attività che porta lo stock complessivo a 96.728 imprese registrate.

Il dinamismo regionale, che si traduce in un tasso di crescita del +0,54% rispetto al trimestre precedente, riflette ciò che si osserva a livello nazionale, ossia la spinta propulsiva dei servizi e delle costruzioni e invece il sostanziale equilibrio di comparti come l’agricoltura e il manifatturiero. Altro segnale di ottimismo giunge dal comparto artigiano del Fvg, che segna 486 nuove iscrizioni e 337 cessazioni consegnando al territorio 149 imprese artigiane in più rispetto allo scorso marzo.

Approfondendo l’analisi settoriale, il Fvg rivela una spinta delle imprese di fornitura di energia elettrica e gas (+2,1%), delle attività professionali e tecniche, nonché di quelle artistiche, sportive e divertimento (+1,6% per entrambe) e dei servizi di alloggio e ristorazione (+1,1% con 96 unità in più), mentre le costruzioni si confermano il traino principale in termini assoluti con un incremento di 102 imprese (+0,7%). Sul fronte delle forme giuridiche, l’andamento regionale premia la solidità delle società di capitale con un saldo attivo di 283 unità e delle ditte individuali (+257), mentre le società di persone evidenziano una lieve contrazione chiudendo il periodo con 27 attività in meno. Questi dati riflettono il dualismo nazionale, dove a fronte della corsa dei servizi innovativi e delle costruzioni, i comparti tradizionali come l’agricoltura e il manifatturiero mostrano variazioni minime.

Scendendo nel dettaglio della geografia economica regionale, pur se le differenze sono lievissime, Trieste guida la classifica con un incremento dello 0,83% e un saldo di 132 imprese, seguito da Gorizia che, con 59 nuove attività nette, segna un +0,62%. Pordenone conferma la sua solidità industriale e di servizi con +0,58% e 147 imprese in più e infine Udine registra un saldo positivo di 182 unità e un tasso dello 0,39%.

I numeri confermano come, nonostante le incertezze legate allo scenario internazionale che continuano a pesare sulla manifattura, il tessuto produttivo friulano e giuliano sta trovando nuove energie nelle società di capitali e nelle attività professionali e tecniche, ovvero in quelle forme giuridiche e settori che oggi rappresentano il vero motore della modernizzazione economica nazionale.


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