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Carapaz vince a Orcières-Merlette, Pogacar gestisce alla vigilia della doppia Alpe d’Huez


ORCIERES-MERLETTE – Il primo assaggio di Alpi è graditissimo a Richard Caparaz, ma non ispira gli uomini di classifica. Pogacar, Evenepoel e gli altri pensano a salvare le gambe in vista del doppio traguardo in cima all’Alpe d’Huez di venerdì e sabato. Ne viene fuori la classica fuga da lontano e il colpo lo affonda l’ecuadoriano Carapaz, un maestro di tappe così. Lo scatto decisivo a 3 km dall’arrivo, quando il vincitore del Giro 2019 era in un gruppetto di sei uomini. Una capacità fuori dal comune per Carapaz di trovare il momento giusto, l’idea buona sempre. Sul Markstein c’era già andato vicino, Pogacar l’aveva raggiunto a un km dalla vetta del Col du Haag, e dopo il traguardo gli aveva detto sorridendo “sta arrivando, Richi”. È arrivata. Carapaz sale anche al 10° posto della generale, mentre le distanze tra i primi restano invariate. Pogacar deve registrare però il ritiro di McNulty e la nuova giornataccia di Adam Yates, entrambi affetti da un virus intestinale, come anche Wellens. Per Pogi, body con pantaloncini neri per la prima volta in questo Tour, domani sarà il 68° giorno in carriera in maglia gialla. E Pogacar non ha regolato i conti Orcières-Merlette, salita che costò enorme sofferenza a Eddy Merckx nel 1971: nel 2020 lo sloveno arrivò secondo alle spalle del connazione Primoz Roglic. Non lo conosceva quasi nessuno. Meno di tre settimane dopo Pogi diventava allora il secondo vincitore più giovane di sempre del Tour de France.

La cronaca

Giornata da fughe una volta di più: si muovono uomini fuori classifica e ai piedi della salita di Orcières-Merlette ce ne sono sei (Garcia Pierna, Jorgenson, Carapaz, Schmid, Tobias Johannessen e Pater-Peintre). Il gruppo maglia gialla segue a 6 minuti, disinterassato al successo di giornata. L’attacco buono è quello di Richard Carapaz ai -3: l’ecuadoriano lascia sul posto Schmid e Jorgenson (poi secondo e terzo a 45”) e va a prendersi la sua seconda vittoria di tappa in carriera al Tour. “Un giorno speciale, non è stato affatto facile tornare a vincere una tappa al Tour. Dedico questa bella vittoria alla mia famiglia. Molto bello che il lavoro che faccio venga ricompensato. Ci ho provato tante volte, ma spesso è stato impossibile arrivare a giocarsi la tappa. Oggi è stata una giornata molto dura, ma sono stato molto attento e sono entrato in fuga. La salita finale si adattava molto bene alle mie caratteristiche, ho preso le misure e ho staccato tutti”.


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