Economia

Bordeaux 2025 tra ombre e luci sulla Borsa dei fine wine


Abbasso il Bordeaux 2025, evviva il Bordeaux 2025. Una campagna a luci e ombre quella En Primeur di quest’anno, per la presentazione della vendemmia 2025. Per diverse ragioni. La prima, il seguito di commenti negativi a conclusione dell’evento, concentrati sulle vendite deludenti derivanti dall’evento stesso, che costituisce, appunto, la piattaforma per gli acquisti in anteprima sulla base delle potenzialità dell’annata. Eppure gli analisti del Liv-ex, la Wall Street dei Fine Wine, delineano un quadro più articolato, secondo il quale il 2025 può essere una annata su cui puntare. E l’aspetto ancora più importante, secondo gli analisti del Liv-ex, è che l’accoglienza attuale potrebbe non rispecchiare il giudizio definitivo sull’annata. La campagna è stata indubbiamente complessa: i vini dell’annata 2025 hanno dovuto affrontare una forte concorrenza da parte di annate precedenti – come la 2019 e la 2020 – caratterizzate da valutazioni elevate e prezzi interessanti.

Nonostante questo, i membri di Liv-ex hanno portato allo scoperto anche dei successi, con alcune etichette che si sono distinte positivamente. Ecco Cheval Blanc, icona del Bordeaux, Margaux, altra icona e con loro Lafite; tre châteaux che trainano il mercato; rispetto ai 3 campioni è meno noto ai non addetti ai lavori, ma c’è un un altro brand da tenere d’occhio per l’annata 2025, quello di château Batailley. Bwn 60 ettari nel Medoc, grand cru classé che sta dando vita ad annate considerate notevoli. La campagna di quest’anno è stata anche il momento per valutare le criticità del sistema stesso dell’En Primeur. Comprare vini pregiati quando sono ancora in fase di maturazione, in botte prima dell’imbottigliamento, è una scommessa per il futuro. E le analisi e previsioni sono fondamentali, come nelle tradizionali Borse titoli, forse anche di più. Ma questo sistema, inventato dai francesi oltre 200 anni fa, inizia a sentire il peso del tempo e dei cambiamenti del mercato. “Il sistema En Primeur è giunto a un momento critico”, avevano anticipato a marzo scorso gli analisti del Liv-ex. E ora confermano: ”In effetti, sembra che negli ultimi due decenni Bordeaux abbia attraversato più momenti critici, punti di svolta e fasi cruciali di quanto si sarebbe potuto immaginare”.

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