Emilia Romagna

Fakir un mese prima della morte era stato in pronto soccorso per una crisi psichiatrica


Nuovi elementi emergono sulla vicenda di Abderrahim Fakir, il 42enne di origine marocchina morto domenica scorsa al Pilastro durante un intervento della polizia. Dalla ricostruzione degli ultimi giorni di vita dell’uomo emerge che, circa un mese prima della sua morte, aveva avuto un accesso al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna per un problema di natura psichiatrica. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il pomeriggio del 20 giugno Fakir arrivò in ambulanza al Maggiore e venne registrato come codice azzurro. Presentava ferite a un polso, ritenute compatibili con un probabile gesto autolesionistico. Non risultava in carico al Centro di salute mentale (Csm), ma durante l’accesso avrebbe chiesto di poter parlare con uno specialista. Un elemento che ora entra nel quadro investigativo mentre la Procura di Bologna cerca di ricostruire con precisione quanto accaduto domenica pomeriggio in via Svevo. Nelle settimane precedenti alla morte erano già emersi alcuni episodi che riguardavano Abderrahim Fakir. Il 12 giugno, a Castello d’Argile, nel Bolognese, il 42enne era stato segnalato come molesto all’interno di un’area condominiale. Sul posto intervennero i carabinieri, che lo hanno allontanato senza che venissero presentate denunce. Una dinamica che sembra essere molto simile a quella del giorno della sua morte. 

Il video esclusivo dei minuti precedenti

Il Tg La7 ha infatti pubblicato un video girato nei minuti che precedono il momento in cui Fakir perde la vita. Le immagini mostrano il 42enne già a terra, vicino alle scale che conducono ai garage del complesso residenziale di via Italo Svevo al Pilastro. Sul posto sono già presenti gli agenti della polizia, che inizialmente mantengono una certa distanza cercando di riportare la situazione sotto controllo. Nel filmato si sente uno dei poliziotti rivolgersi verbalmente a Fakir nel tentativo di calmarlo, mentre l’uomo, in evidente stato di agitazione e confusione, lo invita ad allontanarsi.

Secondo la ricostruzione fornita dal legale che assiste i due agenti coinvolti, l’avvocato Gabriele Bordoni, poco dopo arriva un’automobile che attraversa l’area e Fakir, in quella che il personale del 118 avrebbe successivamente definito una crisi psichiatrica, si sarebbe scagliato contro il veicolo, colpendo cofano e parabrezza. I due occupanti dell’auto, ignari di quanto stava accadendo, sarebbero scesi dal mezzo e si sarebbero avvicinati, dando origine a una colluttazione.

La bodycam privata dell’agente

È proprio in quel momento che, secondo la difesa dei poliziotti, il più giovane dei due agenti, 23 anni e in servizio da meno di un anno, avrebbe deciso di attivare la propria bodycam personale. Il filmato acquisito dalla procura inizierebbe proprio quando i due poliziotti corrono verso il gruppo per separare le persone coinvolte e bloccare Fakir. Da quel momento prende avvio la sequenza già nota, nella quale gli agenti immobilizzano il quarantaduenne fino all’arrivo dei sanitari. Secondo la difesa, la scelta di registrare l’intervento dimostrerebbe la volontà dell’agente di documentare quanto stava accadendo “a tutela propria e dei cittadini coinvolti”, sostenendo di non avere nulla da nascondere. Sul piano processuale, la registrazione potrebbe essere utilizzata nel procedimento. La giurisprudenza della Corte di Cassazione, infatti, ha più volte ritenuto ammissibili filmati realizzati in luoghi aperti al pubblico, anche quando non provengano da dispositivi istituzionali.

I due agenti fuori servizio

Nel frattempo entrambi i poliziotti coinvolti nell’intervento risultano assenti dal servizio. Il giovane agente di 23 anni era già in procinto di iniziare un periodo di licenza programmata, mentre il collega ventottenne è in malattia dopo aver riportato 12 giorni di prognosi per le contusioni subite durante l’intervento. Tra i colleghi è stata inoltre avviata una raccolta fondi per sostenere le spese legali dei due agenti, che nelle prime ore ha già superato i 16 mila euro.

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »