Emilia Romagna

Perché gli operatori sanitari non sono intervenuti durante l’arreso mortale di Abderrahim Fakir: “Hanno seguito il protocollo”

Sotto accusa mediatica per non essere intervenuti mentre invocava aiuto sotto gli occhi dei residenti del Pilastro. Il caso della morte di Abderrahim Fakir, avvenuta mentre il 42enne veniva arrestato dalla polizia, ha sollevato interrogativi pesanti e attirato un’ondata di indignazione e critiche ai soccorritori. Ovvero i quattro volontari della Croce Rossa Italiana che, mentre l’uomo di 42 anni gridava “basta” e “aiuto” sotto la forza dei due agenti, hanno agito sul suo corpo soltanto per effettuare gli interventi di rianimazione, quando ormai l’uomo era senza vita.

“Hanno seguito i protocolli, noi vogliamo collaborare per arrivare alla verità e siamo vicini col pensiero alla famiglia” dichiara Marco Gamberini, presidente della Croce Rossa di Bologna, in questa intervista rilasciata a BolognaToday Dossier per provare a dare una risposta alle domande ancora irrisolte: perché le quattro tute rosse non hanno soccorso l’uomo ma hanno atteso la completa – e fatale – immobilizzazione? E perché l’automatica con il personale medico è arrivata sul posto soltanto dopo che la centrale operativa del 118 è stata contattata dalla stessa Croce Rossa per un “consulto medico”?

E mentre la procura apre un’inchiesta per omicidio colposo a carico dei due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e di quattro operatori sanitari, anche l’Azienda Usl – che ha avviato un’indagine interna – si difende: “Rispettati i tempi e le modalità di invio di mezzi”.

Presidente Marco Gamberini, la morte di Abderrahim Fakir al Pilastro è diventata un caso. Cos’è successo domenica?

Innanzitutto voglio dire che è morta una persona, e questa è la cosa più terribile. Come Croce Rossa di Bologna e nazionale, vogliamo innanzitutto rinnovare le nostre condoglianze e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima.

La magistratura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Sì, attendiamo di capire anche noi quello che è successo e perché. La situazione inizialmente sembrava molto meno grave rispetto a quella che si è poi rivelata.

Che equipaggio è intervenuto in via Italo Svevo? Gli accertamenti dei procuratori Domenico Ambrosino e Paolo Guido riguardano due poliziotti e quattro operatori sanitari, che al momento sono iscritti solo nel registro del modulo 45-bis e non sono ancora formalmente indagati

Sono intervenuti quattro volontari della sede bolognese della Croce Rossa Italiana arrivati sul posto con un’ambulanza BLS, un mezzo che non prevede personale infermieristico a bordo ma soccorritori formati e certificati che lavorano in convenzione con il 118.

Non c’erano medici?

L’automedica è arrivata dopo, è stato l’equipaggio Cri a richiedere l’intervento alla centrale operativa. È sempre la centrale operativa del 118 che valuta che tipo di mezzi inviare in base a diversi elementi, come la distanza del punto di richiesta, la gravità della situazione riportata da chi chiama i soccorsi e le condizioni della persona da soccorrere.

Il presidente della Croce Rossa di Bologna, Marco Gamberini

Una ricostruzione simile a quella fatta dall’Ausl: la vostra ambulanza è arrivata sul posto alle 12:30 circa, sei minuti dopo i volontari della Croce Rossa contattano il 118 per “un consulto medico” e richiedono l’invio dell’automedica, che viene inviata alle 12:42 dall’ospedale Maggiore e arriva al Pilastro alle 12:53. Quindi viene constatato il decesso di Abderrahim, che muore mentre due poliziotti cercano di immobilizzarlo premendo il suo corpo sull’asfalto. Nel frattempo i vostri operatori cosa hanno fatto?

L’equipaggio è intervenuto appena terminato l’intervento degli agenti di polizia per valutare le condizioni cliniche dell’uomo. Quindi ha proceduto con le manovre di rianimazione procedendo quindi al massaggio cardiaco e all’uso del defibrillatore, fino all’arrivo dell’automedica.

Come mostra il video circolato molto online, i sanitari non sono intervenuti mentre gli agenti cercavano di bloccare Abderrahim. Perché?

Spetta alla magistratura ripercorrere la cronologia di quello che è successo. Voglio sottolineare è che il personale delle Croce Rossa Italiana è altamente formato e certificato dalla Regione Emilia-Romagna. Nonostante questo, nelle ultime ore siamo stati bersaglio di un’ondata di odio sul web.

Le persone si chiedono perché il personale sanitario non sia intervenuto quando Abderrahim ha cominciato a urlare “aiuto” e “basta”.

Per fare un qualsiasi tipo di attività il personale della Croce Rossa ha il dovere di valutare che la situazione sia sicura.

Polizia scientifica sul luogo della morte di Fakir Abderrahim al Pilastro - Foto: Guido Calamosca/LaPresse

Si spieghi meglio.

È una delle regole auree dei protocolli locali validi per tutti. Gli operatori sanno fin dall’inizio che la sicurezza dell’ambiente è proprio uno dei primi punti da valutare per decidere se procedere o non procedere. Questo è esattamente quello che hanno fatto i colleghi in quel contesto. In quel momento la scena è stata reputata non sicura proprio perché era in corso un intervento della polizia per cercare di contenere quella persona. Ripeto: mi sembra che la situazione si sia aggravata in modo improvviso.

Non sono previste eccezioni?

Posto che la linea guida è una sola, ed è quella della sicurezza degli operatori, è chiaro che di volta in volta chi è chiamato a soccorrere è chiamato anche a usare il buon senso e valutare caso per caso. Indubbiamente nel momento in cui è in corso un intervento di polizia, ben di rado il personale sanitario scansa il poliziotto per verificare le condizioni di salute. Ognuno ha il suo ruolo in un’attività di questo genere.

Ha parlato con i quattro volontari?

Sì, sono scossi per quello che è successo e amareggiati per quello che sta circolando online contro di loro. In queste ore sono state sentite dalla Procura e si sono messi a disposizione degli investigatori, consegnando anche il defibrillatore che è stato utilizzato sull’uomo. Si tratta di personale con una certa esperienza.

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La Questura di Bologna ha confermato che nonostante l’inchiesta aperta i due poliziotti rimangono in servizio. Cosa deciderete nei confronti dei vostri volontari?

Stiamo valutando insieme a loro e insieme alla Questura, ma per ora non prenderemo una decisione. Probabilmente andremo in continuità con loro. Io e il questore Gaetano Bonaccorso ci siamo ribaditi a vicenda la necessità di essere ancora più professionali ed empatici nella vicenda per quanto riguarda i nostri ambiti. Noi faremo dei follow-up interni per capire cosa potevamo fare meglio. Da parte nostra c’è e ci sarà sempre la massima disponibilità per arrivare alla verità, siamo molto colpiti da quello che è successo e il pensiero va sempre ai familiari.

Il presidio al Pilastro dopo la morte di Abderrahim Fakir

L’Ausl: “Rispettati tempi e modalità di invio dei mezzi”

L’Azienda Usl di Bologna, che ha già avviato un’indagine interna, ha annunciato di aver “attivato l’analisi dell’evento tramite audit”. Lo rende noto l’azienda sanitaria, spiegando che “alla luce delle informazioni attualmente disponibili, l’Azienda Usl di Bologna ha verificato che l’invio dei mezzi su luogo dell’evento è avvenuto nel rispetto dei tempi e in modo conforme alle procedure vigenti, sulla base delle informazioni disponibili al momento delle richieste di soccorso pervenute alla Centrale Operativa 118”.

“Le valutazioni del caso sono tuttora in corso e proseguiranno nei prossimi giorni, confermando all’autorità giudiziaria la piena disponibilità per ogni ulteriore accertamento”, conclude la nota.




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