Commissario Filippini, sulla peste suina ‘particolare allarme nel Pistoiese’ – Mondo Agricolo
– FIRENZE – Per l’emergenza della peste suina africana l’area che riguarda anche la Toscana è l’ultimo ‘cluster’ rimasto aperto nell’Italia centro-settentrionale, arrivando a interessare la zona nord-occidentale della regione, con particolare allarme nel Pistoiese: San Marcello Pistoiese sarà presto inserito in Zona 3, la più elevata nella classificazione delle aree contaminate. Lo ha detto Giovanni Filippini, commissario straordinario nazionale alla Peste suina africana durante un’audizione congiunta nelle commissioni sviluppo economico e ambiente del Consiglio regionale della Toscana. L’audizione di Filippini è stata richiesta da Fratelli d’Italia.
Il commissario ha illustrato la strategia per contrastare una pandemia particolarmente aggressiva. La strategia per il contenimento e l’eradicazione del virus è fatta di barrieramenti fisici: sono stati stanziati 8milioni per realizzare le chiusure agli attraversamenti di cinghiali nei tratti autostradali che circondano il cluster in questione. In Toscana, gli interventi interesseranno l’A11, dove sono state perfezionate tutte le chiusure da Firenze a Viareggio; l’A1, con interventi nel territorio comunale di Castiglione del Pepoli (Bologna) fino al comune di Barberino di Mugello (Firenze), passando quindi anche per i comuni di S.Benedetto Val di Sambro (Bologna) e Firenzuola (Firenze), con conclusione prevista entro marzo 2027″.
Le azioni di prevenzione e contenimento sono volte a proteggere gli allevamenti e un settore economico rilevante. In Toscana, ha ricordato, ci sono circa 125mila capi di suino domestici, in circa 3.500 allevamenti. Alla Regione “sono stati assegnati 420mila euro” per azioni di prevenzione e contenimento della peste suina. Ci sono poi il “barrieramento biologico”, con azioni di de-popolamento dei cinghiali nelle zone interessate (abbattimento e cattura); la sorveglianza, negli allevamenti domestici e attraverso la ricerca delle carcasse dei cinghiali morti a causa del virus; e la bonifica. “Il ruolo dei cacciatori può essere strategico in queste azioni”, ha ribadito a più riprese Filippini.
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