Lazio

1.500 dipendenti traslocheranno entro il 2028

Per capire la portata della svolta bisogna riavvolgere il nastro di un decennio e immaginarlo come un’infinita mappa di bollette. C’era un tempo in cui la macchina amministrativa della Regione Lazio sparpagliava i suoi uffici nei quattro angoli della Capitale, staccando ogni anno assegni da capogiro ai privati pur di garantire un tetto a migliaia di scrivanie. Un’era di “affitti d’oro” che nel solo 2013 arrivò a prosciugare le casse pubbliche per ben 19,3 milioni di euro.

Oggi quell’epoca sembra pronta a finire del tutto negli archivi. La Giunta regionale ha deciso di sferrare il colpo finale a quella stagione di spese a fondo perduto, puntando dritto su un piano da 145 milioni di euro: acquistare un unico, imponente centro direzionale di proprietà dove far traslocare, entro la fine del 2028, oltre 1.500 dipendenti pubblici.

Una manovra d’attacco che rappresenta la naturale evoluzione di una rigida cura dimagrante. In dieci anni di disdette e riorganizzazioni — culminate nel 2021 con l’inaugurazione del polo di Campo Romano all’Anagnina che permise di salutare il salatissimo contratto di via del Serafico — la bolletta annuale delle locazioni passive si è ridotta di oltre l’80%, crollando fino ai 3,6 milioni registrati nell’ultimo bilancio. Ora l’ambizione è trasformare quell’ultima fetta di spesa corrente in patrimonio permanente del Lazio.

La futura casa della giunta – fonte Bur regione Lazio

La svolta al civico 142: il campus con nido, biblioteca e corte verde

La ricerca del nuovo quartier generale è partita lo scorso marzo con un avviso pubblico esplorativo. Delle sette manifestazioni d’interesse giunte sui tavoli dei tecnici della Pisana, soltanto due avevano passato lo sbarramento iniziale.

Ma con il recente disco rosso sventolato contro la proposta di via del Caravaggio presentata da Oriental Finance, la strada è rimasta spianata per l’immobile individuato da Park Property Europe.

La struttura prescelta sorge in una posizione strategica: via Cristoforo Colombo 142, a pochi passaggi pedonali dalla sede storica della Giunta.

Ma a fare la differenza non è soltanto la geografia, quanto il concetto architettonico dell’edificio, concepito come un vero e proprio “campus” integrato capaci di ospitare più di 1.650 postazioni di lavoro:

Servizi per il personale: Un asilo nido aziendale per i figli dei lavoratori, una palestra e una biblioteca.

Spazi per gli eventi: Un auditorium da 250 posti all’avanguardia per conferenze e assemblee.

Qualità della vita: Una mensa dotata di terrazza panoramica e un’ampia corte alberata interna.

L’idea della Regione è riunire sotto questo tetto non soltanto il personale della Giunta, ma anche le strutture oggi operative ad Anagnina e tutta quella galassia di agenzie e partecipate che ancora gravano sulle finanze regionali con contratti d’affitto sparsi in giro per la città.

La prova del Demanio e il cronoprogramma delle chiavi in mano

L’operazione, dal valore complessivo di 145 milioni, è stata definita con la formula “chiavi in mano”: la società venditrice dovrà consegnare il complesso completo di allestimenti, arredi e cablaggi, pronto all’uso.

Prima di mettere il sigillo definitivo sul contratto di compravendita, la pratica dovrà superare il vaglio dell’Agenzia del Demanio, chiamata a valutare la congruità economica dell’offerta e la sostenibilità dell’investimento per i conti pubblici. Un passaggio tecnico fondamentale per blindare l’operazione.

In Regione il calendario è già segnato sul calendario con il pennarello rosso: definire l’intesa e chiudere le verifiche amministrative prima della pausa estiva, per poi avviare la macchina dei cantieri e completare la maxi-migrazione del personale nei primi mesi del 2028.

Per la burocrazia romana si preannuncia la fine di un’era e l’inizio di una nuova cittadella amministrativa nel cuore del quadrante sud.

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