formati 700 studenti e 80 ristoratori
Un percorso capillare per cancellare lo stigma, garantire la sicurezza nei piatti ed eliminare le barriere sociali per chi soffre di celiachia.
Si sono chiusi con un bilancio di oltre 700 futuri chef e camerieri formati in sei istituti alberghieri, più di 80 attività di ristorazione coinvolte e due convegni medico-scientifici i sei mesi di attività del progetto “Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione”.
L’iniziativa, promossa da Regione Lazio ed ARSIAL in sinergia con la sezione regionale dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC Lazio APS), ha tradotto in interventi concreti sul territorio le direttive della legge regionale n. 7 approvata nel giugno 2025.
Nel Lazio la patologia interessa oltre 28 mila persone con diagnosi conclamata, allineandosi alla media nazionale che stima un’incidenza pari all’1% della popolazione.
Mappa dell’accoglienza: 303 locali sicuri nella Guida estiva
A margine della presentazione dei dati, svolta presso il Consiglio regionale, è stata lanciata la nuova Guida on-line “Lazio senza glutine”, un vademecum multilingue in 56 pagine (scaricabile dal portale di AIC Lazio) pensato per famiglie e turisti in viaggio nella regione.
La mappa censisce 303 esercizi accreditati all’interno della rete Alimentazione Fuori Casa (AFC) dell’AIC:
Roma Capitale e provincia: 205 strutture tra alberghi, pizzerie, locali e punti ristoro presso lo scalo di Fiumicino e le stazioni autostradali;
Viterbo e provincia: 36 locali, con un forte presidio nel capoluogo e nelle aree turistiche di Bolsena e Tarquinia;
Frosinone e provincia: 28 esercizi;
Latina e provincia: 22 attività diffuse lungo la costa, tra cui Gaeta e Fondi;
Rieti e provincia: 12 punti di ristoro, compresi alcuni snodi autostradali sulla A1.
Per sostenere questo ecosistema, il bilancio regionale ha autorizzato 500 mila euro di risorse per il 2026, a cui si aggiungeranno altri 240 mila euro già stanziati per il 2027.
La voce delle istituzioni e le richieste dell’associazione
Soddisfazione per la riuscita del piano è stata espressa da Giancarlo Righini, assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura: «I numeri diffusi oggi certificano il Lazio come Regione gluten free. L’attività di sensibilizzazione e la norma approvata vanno in un’unica direzione: rendere tutti consapevoli e mettere in campo azioni per rafforzare conoscenza e prevenzione».
Sulla stessa linea il promotore della norma regionale, Marco Bertucci (presidente della Commissione Bilancio in Pisana): «I tanti studenti formati e le oltre 80 attività di ristorazione raggiunte dimostrano il valore pratico della legge. Significa permettere alle persone celiache di vivere in sicurezza la quotidianità e condividere il tempo libero senza rischi».
Dal canto suo, il presidente di ARSIAL Massimiliano Raffa ha sottolineato il risvolto economico dell’operazione, annunciando anche l’avviso per la partecipazione delle aziende produttrici laziali al Roma Bar Show 2026 alla Nuvola dell’EUR: «L’inclusione non si proclama, si organizza. Stiamo integrando salute, formazione, turismo e tessuto d’impresa».
Se le istituzioni rivendicano il traguardo, AIC Lazio stabilisce i paletti per il futuro. Il presidente Angelo Mocci, affiancato dal presidente del Comitato scientifico Italo De Vitis e dalla responsabile del programma Alimentazione Fuori Casa Sabrina Agostini, ha avanzato quattro richieste prioritarie:
Attivazione immediata del Tavolo tecnico permanente previsto dalla legge;
Applicazione uniforme del percorso diagnostico e assistenziale su tutto il territorio regionale;
Programmazione dettagliata dei fondi stanziati per il biennio 2026-2027;
Sostegno alla filiera agroalimentare per la coltivazione e trasformazione dei cereali senza glutine.
«Le risorse devono tradursi in servizi e competenze misurabili – ha rimarcato il presidente Mocci –. Una persona con celiachia non deve essere considerata un problema da gestire quando va a scuola, al lavoro o in vacanza».
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