prima le botte e poi la rapina

Hanno intimato, fingendosi Carabinieri, l’alt a un’auto guidata da un commerciante di preziosi che si è regolarmente fermato. Ma fin da subito aveva capito che qualcosa non tornava e aveva provato a restare in auto nonostante l’invito dei tre finti uomini dell’Arma a scendere. Ma la sua resistenza è durata poco, visto che lo hanno tirato fuori dall’auto e due dei tre lo hanno picchiato, lasciandolo a terra. Il terzo ha rotto il vetro del lato passeggeri, prelevando una borsa dove c’erano dei monili in oro e 500-600 euro in contanti. Con il bottino tra le mani sono poi scappati via facendo perdere le tracce. Il fatto risale al settembre scorso ed è avvenuto nel capoluogo umbro.
Dopo la denuncia, la Squadra Mobile di Perugia ha iniziato una lunga, articolata e moderna (per l’uso degli strumenti digitali utilizzati) indagine che da Perugia si è spostata al Nord del Paese. La Squadra Mobile ha chiesto la collaborazione dei colleghi della Mobile di Verona, Padova e Pavia perché aveva individuato la presenza dei tre rapinatori in quest’area dopo averli identificati attraverso GPS, videosorveglianza e riconoscimento facciale. Il blitz è scattato il 17 luglio con una squadra di polizia congiunta: il primo è stato arrestato in un autogrill di Calstorda Nord Cassalto e portato in carcere a Treviso, il secondo invece a Mezzana Bigli e trasferito nel carcere di Voghera.
Più complicato è stato invece assicurare alla Giustizia il terzo rapinatore che era in fuga e aveva lasciato l’abitazione dove era domiciliato. Le ricerche sono poi continuate per tutta la giornata e in particolare è stata passata al setaccio un’area dove c’è un accampamento formato da roulotte e case mobili. Anche qui nessuna traccia. Solo nella tarda serata del 17 luglio, a Treviso, è stato finalmente rintracciato e portato in carcere a Treviso. A tutti e tre gli arrestati viene contestato il reato di rapina aggravata in concorso. Se condannati rischiano una pena da sei a venti anni e una multa da 4 mila euro.
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