Umbria

Appalto pulizie alla Stranieri di Perugia, Cgil denuncia stipendi in ritardo e possibili irregolarità

Una situazione «che ha superato ormai ogni limite di tollerabilità». Così la Filcams Cgil di Perugia definisce quella delle lavoratrici del servizio di pulizia dell’Università per stranieri di Perugia; lavoratrici che, impiegate nell’appalto gestito da una società siciliana, continuano a subire ritardi nel pagamento degli stipendi. Per questo il sindacato ha proclamato lo stato di agitazione, denunciando il protrarsi dei mancati pagamenti e le difficoltà economiche che ne derivano per le dipendenti. Secondo quanto riferito dalla Filcams Cgil, le retribuzioni relative al mese di maggio non sono ancora state corrisposte, mentre ritardi analoghi si sarebbero già verificati nei mesi precedenti.

Diffida «Da mesi lavorano regolarmente per garantire la pulizia e il decoro degli spazi dell’Università per stranieri di Perugia, ma continuano a subire ritardi nel pagamento degli stipendi», si legge nella nota del sindacato, che sottolinea come le lavoratrici abbiano continuato a svolgere il proprio servizio con «responsabilità e professionalità», nonostante le difficoltà. La Filcams Cgil ha quindi inviato una nuova diffida e una messa in mora alla società, ricordando che il pagamento delle retribuzioni rappresenta un obbligo del datore di lavoro previsto dalla normativa vigente e dal contratto nazionale del settore multiservizi. La diffida è stata trasmessa anche all’Università per stranieri di Perugia, in qualità di stazione appaltante, con la richiesta di attivare i poteri di controllo previsti dalla normativa sugli appalti pubblici, per verificare il rispetto degli obblighi retributivi e il corretto svolgimento del servizio.

Le verifiche Nel corso delle verifiche sui cedolini paga, il sindacato riferisce inoltre di aver riscontrato altre criticità nell’applicazione del contratto collettivo. Tra queste vengono segnalate presunte anomalie negli inquadramenti professionali, il mancato riconoscimento di alcuni istituti contrattuali e possibili omissioni rispetto ad alcuni obblighi previsti dal contratto nazionale, per le quali è stata chiesta un’immediata verifica e regolarizzazione.

Difficoltà Secondo la segretaria della Filcams Cgil di Perugia, Alessandra Lecce, «le difficoltà economiche dichiarate dall’azienda e il contenzioso con la stazione appaltante non possono ricadere sulle lavoratrici». Il sindacato ribadisce inoltre che «chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico non può diventare il soggetto sul quale scaricare il rischio d’impresa». La Filcams fa sapere infine che lo stato di agitazione resterà aperto fino al pagamento di tutte le somme maturate e fino a quando non arriveranno risposte sulle ulteriori problematiche segnalate. «Le lavoratrici non possono continuare ad attendere», afferma ancora Lecce, ribadendo la volontà del sindacato di proseguire con tutte le iniziative ritenute necessarie per la tutela delle dipendenti e per il rispetto delle regole negli appalti pubblici.

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