Veneto

«Più responsabilità nel gestire il cambiamento»

Il consiglio generale della Cisl Padova Rovigo ha dedicato la riunione svolta oggi, venerdì 17 luglio, all’intelligenza artificiale e al cambiamento che essa porta con sé.  Protagonista della riunione e del tema è stato il testo dell’enciclica “Magnifica Humanitas, in cui papa Leone XIV suggerisce di rendere l’ia “ospitale e abitabile”. 

 

«Per fare fronte alla velocità con cui si sviluppano le nuove tecnologie – ha sottolineato il segretario generale Samuel Scavazzin nella sua introduzione – è necessario definire piani condivisi, con programmi costantemente aggiornati e con l’introduzione di materie interdisciplinari. Ogni decisione dell’azienda legata all’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale dev’essere trasparente, comprensibile e negoziabile e dev’essere pertanto comunicata alla Rsu prima della sua attivazione. Perché l’intelligenza artificiale sia veramente di impulso alla crescita, è necessario che sia complementare al lavoro dell’uomo. Le più recenti indagini sull’economia del Nordest, da Bankitalia all’Ocse, fotografano una situazione di stagnazione, soprattutto per la produttività, e concordano nell’individuare nella scarsa propensione agli investimenti qualificati e tecnologicamente avanzati una delle cause di questo stallo. Ma prima che il manifatturiero possa evolvere verso filiere a più alto contenuto tecnologico, è necessario decidere in che direzione deve andare questa evoluzione. Se verso un modello che punta su tagli indiscriminati o verso uno sviluppo dell’occupazione, in termini non tanto quantitativi, ma di qualità».

 

Il testo dell’enciclica è stato approfondito dal presidente della Pontificia Accademia per la vita, Renzo Pegoraro. 

 

«Usiamo il termine intelligenza artificiale per indicare una grande, potente, capacità di calcolo. Le macchine non sono intelligenti. Dobbiamo capire come regolamentare questa realtà e come favorire una maggior conoscenza da parte di tutti. Questa è la sfida: vogliamo impegnarci per il bene o vogliamo che questi strumenti diventino forme di controllo e di potere? E che tipo di responsabilità possiamo assumerci di fronte a questa sfida? Sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale c’è un dialogo aperto e l’enciclica di papa Leone è un programma di lavoro. I dati vengono raccolti dappertutto, con o senza consenso, ma cosa comporta la possibilità di raccogliere miliardi di dati e sistemi di calcolo che possono gestirli in pochi minuti? Alla fine di ottobre avremo un incontro con gli otto o nove scienziati che hanno inventato l’AI. Vogliono discutere col papa e con noi di quello che sta accadendo, perché non rimanga tutto soltanto nelle mani di poche società. Cosa fare? La prima cosa è una alfabetizzazione di base. Quindi, favorire partecipazione e discernimento: abitare l’intelligenza artificiale, coinvolgendo università, sindacati e istituzioni. Dobbiamo salire a livello politico e governativo, con tavoli di lavoro con le grandi società. Il papa insiste sull’etica. Il diritto, le leggi, fanno fatica a seguire una materia in così rapida evoluzione, ma ci sono spiragli verso l’elaborazione di una sorta di codice etico, che favorisca la responsabilità di tutti».

Il segretario generale Cisl, Samuel Scavazzin, prende parola sull'ia

 

Un quadro dell’attuale situazione del sistema produttivo locale rispetto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale è emerso dalla tavola rotonda che ha visto confrontarsi i segretari generali di Cisl Veneto Massimiliano Paglini, Fim Cisl Padova Rovigo Luca Gazzabin, Fisascat Cisl Padova Rovigo Matteo Breda e con il dirigente dell’Area Regolazione del Mercato, Ambiente, Trasparenza e Privacy della Camera di Commercio Venezia Rovigo Marco Casadei.

 

Il segretario generale di Cisl Veneto Massimiliano Paglini si è riallacciato al tema dell’economia della conoscenza, al centro dell’ultimo congresso: «Dobbiamo preservare il valore della nostra storia – ha sottolineato –. Il lavoro per noi non è solo fonte di remunerazione, ma è la base della dignità della persona. Ci siamo chiesti come preservare l’etica del lavoro nel momento in cui la tecnologia è pervasiva e rischiamo di essere fagocitati dalle oligarchie che oggi dominano il pianeta. E l’unico modo per farlo è elevare le competenze. Abbiamo una doppia responsabilità: esercitare la tutela l’esistente, delle regole democratiche e del nostro lavoro da un lato, e aumentare le competenze delle persone dall’altro. Dobbiamo mettere assieme tutti i soggetti portatori di interesse in una dimensione di governance partecipativa, che oggi diventa strategica. Abbiamo proposto la creazione di un consiglio regionale dell’economia e del lavoro perché il sistema veneto che abbiamo conosciuto non funziona più, e quello attuale rischia di non essere più competitivo per mancanza di strumenti. Tutti assieme, università, impresa, parti sociali, istituzioni, servizi sociali, dobbiamo progettare il Veneto del futuro».

 

Breda ha citato il caso di Amazon come esempio di integrazione spinta tra strumenti di AI e robotica, alla base della crescita esponenziale della società: «Una zona ampia del Polesine è interessata dall’insediamento del magazzino automatizzato e robotizzato di Castelguglielmo, che ha modificato profondamente non solo il tessuto occupazionale, ma il sistema di relazioni, della casa, tutta la società. Ci sono settori del terziario dove il contraccolpo è relativo, come il turismo, ma altri, come la raccolta dati o il marketing, che sono più impattati dal cambiamento. Nel mondo dell’Information Technology stiamo ricevendo moltissime segnalazioni da aziende di informatica che hanno introdotto in maniera massiccia l’intelligenza artificiale e stanno pensando di ridurre l’organico. C’è tutto un’opera di upskilling e reskilling, positiva, ma che spesso comporta una richiesta di tempi di reazione sempre più stretti e questo crea burnout ed è un problema etico burnout».

 

La Fim Cisl nazionale ha sviluppato un manifesto specifico per regolare l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore metalmeccanico: «È in atto un processo di cambiamento che impatta anche sul lavoro: c’è un sistema che registra i tempi di tutta l’attività – ha spiegato Gazzabin – C’è l’impoverimento del lavoro anche sul piano delle competenze. Servono formazione e ammortizzatori sociali. Ci sono paesi, come la Francia, che su questi temi sono più avanzati. Nel nostro territorio, la media e piccola impresa vede la formazione unicamente come costi. A Padova il settore informativo è in grande espansione e le aziende hanno una richiesta di personale notevole. Avremo operai specializzati che aumenteranno le loro competenze. Ragioniamo di orari di lavoro perché c’è un aumento della redditività che può portare a una redistribuzione economica. Vorrei che l’intelligenza artificiale fosse più spinta sulla tutela del lavoratore invece la tendenza è quella di lavorare solo sulla redditività. La compagine veneta è tra quelle che guardano al futuro, ma con gli strumenti del passato».

 

Per il dirigente della Camera di Commercio Marco Casadei, «l’intelligenza artificiale non è né buona né cattiva. Dipende da come la usiamo. Può provocare un cambiamento sociale che riguarda anche il benessere. Ciò non toglie che bisogna mettere dei limiti. Ogni innovazione tecnologica ha cambiato il mondo del lavoro. Il problema di oggi è adeguarsi ai ritmi dell’evoluzione tecnologica, per aumentare la produttività, ma la creatività dell’uomo non potrà mai essere sostituita. Qui entra in campo l’etica, la scelta unilaterale dell’imprenditore. Solo attraverso la formazione possiamo avere gli strumenti per non accettare passivamente tutto quello che la macchina ci restituisce. Dobbiamo essere più attrattivi coi giovani, cambiare il linguaggio. Se l’AI ci permette di liberare tempo, quel tempo posso dedicarlo ad altre attività. I giovani lo chiedono».

 

Nelle sue conclusioni, il segretario della Cisl nazionale Mattia Pirulli ha richiamato l’enciclica di papa Leone. «C’è un rinnovato parallelismo tra l’enciclica di papa Leone e le origini della nostra Organizzazione Sindacale – ha esordito – L’enciclica propone un metodo per affrontare i cambiamenti dovuti all’intelligenza artificiale. La prima parte è dedicata ai valori dellaRerum Novarum”, che sono alla base della dottrina sociale della Chiesa e anche del nostro sindacato. Il testo non è rivolto ai credenti, ma è una proposta di discernimento per tutti. Nello statuto della Cisl ci sono valori che troviamo nell’enciclica: centralità della persona, come elemento cardine dell’azione sindacale della Cisl e la partecipazione. Rispetto ai tanti cambiamenti in atto, abbiamo la necessità di avere un sistema partecipativo e diversi livelli: nel rapporto con le istituzioni, innanzitutto europee, per interagire sulle diverse transizioni. L’enciclica ci pone un metodo per governare i cambiamenti e tradurre l’intelligenza artificiale in una opportunità, attraverso una innovata capacità di contrattazione. L’AI, tramite la formazione, permette anche di migliorare le condizioni di lavoro, su salute e sicurezza, ad esempio. Ma dobbiamo sapere come vengono utilizzati quei dati. Abbiamo il compito della governabilità di questi fattori e la governabilità passa attraverso la contrattazione decentrata e la partecipazione. Il cambiamento lo dobbiamo osservare con un rinnovato protagonismo, che ognuno di noi può esercitare per trovare delle risposte».

 

Il segretario nazionale Cisl, Mattia Pirulli, alla tavola rotonda sul tema dell'intelligenza artificiale-2


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