Sicilia

Liberi di scegliere diventa legge, il Senato approva all’unanimità

L’aula del Senato ha approvato all’unanimità e definitivamente il disegno di legge per proteggere minori e giovani sotto i 25 anni, figli di famiglie mafiose e quei genitori che vogliono allontanarsi dal contesto della criminalità organizzata. Nota anche come legge ‘liberi di sceglierè, è una proposta bipartisan approvata alla Camera il primo luglio.

La norma ha origine dal protocollo Liberi di scegliere nato nel 2012 dal lavoro del presidente del tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, all’epoca a Reggio Calabria, con l’obiettivo di assicurare ai minori una concreta alternativa di vita.

Colosimo: un sogno che sembrava impossibile

«Oggi il Parlamento trasforma in legge un sogno che per anni è sembrato impossibile. Quel sogno si chiama Liberi di scegliere. E’ una legge forte, giusta, nata dal coraggio di chi ha deciso di spezzare il destino che la criminalità voleva imporre». Ad affermarlo è Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia. «Oggi penso ai volti, agli sguardi e alle storie che ho incontrato in questi anni – continua Colosimo -. Storie di dolore, lacrime e paura, ma anche di una straordinaria sete di libertà che sono rimaste impresse sulla mia pelle e nella mia coscienza. Sono loro ad aver dato forza a questa battaglia. Questa legge nasce dall’ascolto, dalla sofferenza trasformata in responsabilità, dall’idea che lo Stato debba essere presente proprio dove la criminalità pretende di decidere il destino delle persone. Oggi non celebriamo soltanto l’approvazione di una legge, oggi celebriamo la vittoria della libertà».

Meloni: tassello fondamentale per la lotto alla criminalità

«L’approvazione all’unanimità in Parlamento della legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose rappresenta un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per renderla sempre più solida ed efficace. La legge introduce un nuovo strumento di prevenzione, che si va ad aggiungere a quanto già previsto a livello normativo e operativo sul fronte della repressione e della collaborazione. Lo Stato offrirà un’alternativa di libertà a chi nasce in una famiglia mafiosa ma non vuole crescere e diventare mafioso». Così la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione. «Bambini, ragazzi e donne avranno l’opportunità di scegliere la propria strada e lo Stato garantirà loro la protezione necessaria per costruirsi altrove una vita libera, onesta e sicura. Voglio ringraziare il Presidente Colosimo, la Commissione Antimafia e tutti coloro che hanno promosso quest’iniziativa e che l’hanno portata avanti con costanza e determinazione. Con questa legge, alla vigilia del trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio, rinnoviamo ancora una volta il nostro impegno per onorare con i fatti la memoria di chi ha sacrificato ogni cosa per liberare l’Italia dal cancro mafioso», sottolinea Meloni.


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