Sentenza Ponte Morandi, i familiari delle vittime: “Responsabilità individuate, ora lo Stato controlli sulle concessioni”

Genova. “Alla lettura della sentenza siamo rimasti un po’ frastornati dalla mole di informazioni ma appena abbiamo avuto il tempo di capirne il senso, grazie ai nostri avvocati, ci siamo resi conto che potevamo dirci soddisfatti, perché le condanne sanciscono precise responsabilità in capo a precise figure e vengono bocciati i responsabili dei controlli pubblici, per il fatto che nessuno dei controllori ha bloccato i manovratori, quando è crollato il ponte abbiamo perso la fiducia nello Stato, ci siamo chiesti come fosse possibile che crollasse un ponte, ma oggi, dopo anni di inchieste e atti processuali abbiamo ritrovato parte della fiducia in almeno una parte dello Stato”.
È un fiume in piena Egle Possetti, tanto che non sembra neppure accusare il caldo rovente dei giardini Luzzati nel centro storico di Genova – il luogo scelto per una conferenza stampa dopo la lettura della sentenza del processo in primo grado sul crollo del ponte Morandi – e nel suo ruolo di presidente del comitato Ricordo vittime Morandi, insieme agli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino, fa il punto sul contenuto del dispositivo, sulle sfide che ancora attendono i familiari di chi ha perso la vita il 14 agosto 2018, e anche sulle tante persone da ringraziare per questo primo, importante, risultato.
I tanti “grazie” dei familiari delle vittime di ponte Morandi
Egle Possetti ha letto un lungo elenco di ringraziamenti “per non dimenticare nessuno”, ha detto. E ha citato per primi gli avvocati Caruso e Delfino e il loro studio: “Come dei competenti fratelli al nostro fianco, hanno lavorato con professionalità, dedizione e amore. Nessun altro avrebbe potuto gestire questa sfida con questo risultato e con il loro cuore”. Citato anche Paolo Rugarli, l’ingegnere strutturista consulente di parte: “Le sue importanti intuizioni tecniche hanno arricchito l’impianto accusatorio”.
Possetti ha citato la procura, e in particolare Massimo Terrile, recentemente scomparso e per il quale è scattato un lungo applauso: “Terrile ha lavorato nei fine settimana, per mesi senza mai fermarsi per non rischiare di andare troppo in là con i tempi. Ma ringraziamo anche il capo della procura Piacente e i pm Coturno e Airoldi, così come i periti nominati dal tribunale e i tecnici di parte, il personale della guardia di finanza per un lavoro infaticabile, la polizia scientifica che ha operato per il reperimento del materiale nelle prime fasi, grazie al collegio giudicante, Lepri, Baldini e Polidori, per il loro lavoro silente e svolto in mezzo a una documentazione infinita, la sentenza di oggi è punto fermo, una tappa importante, la loro decisione è il frutto di grande professionalità e la rispettiamo profondamente”.
La presidente del comitato Ricordo vittime Morandi ha citato anche le testate giornalistiche, tra cui Genova24, e i cronisti che hanno seguito la vicenda con “costanza e umanità”, le “istituzioni che ci sono rimaste vicine in questa battaglia” e le “persone del comitato, anche per avermi rinnovato la fiducia come presidente”.
Possetti: “Non abbiamo mai mollato, la sentenza individua precise responsabilità”
“In questi anni non abbiamo mai mollato – continua Possetti – abbiamo sempre tenuto alta l’attenzione, abbiamo fatto tutto il necessario per contrastare affermazioni che ritenevamo inaccettabili e che tendevano a contrastare quella che poi si è rivelata la verità dei fatti, con questa sentenza vengono sancite precise responsabilità in capo a precise figure, vengono bocciati i responsabili dei controlli pubblici perché nessun controllore ha bloccato il manovratore, e siamo soddisfatti perché la sentenza individua precise responsabilità nei singoli ruoli, ogni condannato lo è per quello che ha fatto e non solo per il suo ruolo”.
Non è finita, però: “La sentenza di oggi contribuisce a far crollare quella cortina di fumo che ha aleggiato per troppo tempo sulla verità ma non è ancora un capolinea, è punto fermo su ipotesi fantasiose come quelle che individuavano come cause del crollo bobine o fulmini, ora auspichiamo che il processo possa continuare in modo fluente e confermare le condanne e vogliamo farci parte attiva nel dibattito sia sul ruolo dello Stato nel controllo delle concessioni dei beni pubblici sia su quello che sembra essere un tentativo dei grandi manager di autoassolversi e di tutelarsi nell’ambito di vicende processuali, dico sempre che nessuno è obbligato a fare l’amministratore delegato di una grande azienda e a onori economici, retribuzioni importanti, corrispondono anche oneri fattivi. Una lettera come quella dei 250 top manager che hanno criticato la sentenza di condanna di Moretti per il disastro di Viareggio per noi è una cosa inaccettabile”.
Per il comitato Ricordo vittime Ponte Morandi è stato fondamentale, inoltre, nella sentenza, il riconoscimento della responsabilità di vertici del ministero delle Infrastrutture e del comitato ministeriale che doveva valutare il retrofitting sulle pile 9 e 10. “Lo Stato, che doveva controllare il concessionario, non lo ha fatto, la sentenza di condanna va proprio nella direzione di richiamare fortemente alla necessità di impegno e controllo da parte dello Stato, quando è crollato il ponte ci siamo chiesto “lo stato dov’era?”, “come è potuto succedere?”, oggi lo abbiamo capito, e per il futuro chiederemo che lo Stato sia messo nelle condizioni di poter svolgere il suo ruolo, con strumenti e fondi sufficienti”. Egle Possetti ci tiene a sottolineare che la sentenza di primo grado e il lavoro di “tutte le persone che ho ringraziato” ci portano di nuovo ad “avere fiducia in quello stesso Stato”.




