Lazio

stop a 38mila capi pronti per lo shopping online

Un flusso ininterrotto di pacchi che, partendo dalle fabbriche cinesi, viaggiava verso gli armadi dei consumatori italiani attraverso i canali invisibili dell’e-commerce. Una vera e propria filiera del falso che aveva stabilito la sua base logistica alle porte della Capitale.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno intercettato e sequestrato oltre 37.800 articoli di moda contraffatti all’interno di un importante snodo di smistamento merci a Fiano Romano.

L’operazione, condotta dai militari della Compagnia di Monterotondo, ha inferto un duro colpo alla rete di approvvigionamento della merce illegale, bloccando la spedizione dei prodotti pochi istanti prima che venissero consegnati ai corrieri per la distribuzione su tutto il territorio nazionale.

La mappa dei cloni: dai giganti dello sport all’alta moda

Nel corso dell’ispezione all’interno del capannone logistico, i finanzieri si sono trovati di fronte a centinaia di scatoloni stipati di capi d’abbigliamento, calzature e borse di pregevole fattura, tutti provenienti dall’Estremo Oriente.

I prodotti, destinati prevalentemente al mercato delle vendite online, riproducevano fedelmente i loghi e i dettagli dei marchi più desiderati del momento:

Il lusso e le borse: Falsificazioni quasi perfette di Hermès, Chanel, Gucci, Prada, Fendi e Yves Saint Laurent.

Lo streetwear e le scarpe: Migliaia di sneaker con i marchi contraffatti di Nike, Adidas, New Balance, Alexander McQueen, Amiri e Autry.

Tutta la merce è stata posta sotto sequestro, mentre i soggetti responsabili della gestione del carico e dello stoccaggio all’interno del deposito sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti, competente per territorio.

Il pericolo invisibile dei materiali tossici

Oltre al danno economico milionario stimato per le case di moda, gli inquirenti della Guardia di Finanza puntano il dito contro i rischi concreti per chi acquista questi prodotti, spesso attirati da prezzi stracciati sulle piattaforme web.

A differenza dei prodotti originali, che devono superare i rigidi controlli di qualità imposti dall’Unione Europea, la merce contraffatta viene prodotta senza alcuna certificazione.

L’uso di coloranti industriali non autorizzati, colle tossiche o tessuti sintetici trattati con sostanze chimiche nocive espone i consumatori al rischio di gravi dermatiti, allergie e problemi di salute a lungo termine a contatto con la pelle.

Le indagini ora proseguono per risalire ai titolari dei negozi virtuali che gestivano gli ordini della merce sequestrata.

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