Lazio

Classifica Censis università, La Sapienza riconquista il podio. Crolla Roma Tre, vola la Luiss

Per le migliaia di neodiplomati romani che hanno appena archiviato l’ansia della maturità 2026, è il verdetto più atteso, una vera e propria bussola per orientarsi nel labirinto delle iscrizioni estive.

La nuova classifica del Censis sulle università italiane, lo storico report che misura la qualità dei servizi, delle strutture, dell’internazionalizzazione e dell’occupabilità dei laureati, consegna a Roma uno scenario a due facce.

Se la gloriosa università statale riconquista posizioni di prestigio e i poli privati della Capitale si confermano i migliori d’Italia, c’è chi perde rovinosamente terreno, evidenziando una preoccupante frenata proprio nell’accoglienza degli studenti.

Il quadro generale fotografa una Sapienza che torna nell’Olimpo dell’istruzione pubblica e una Tor Vergata in crescita costante, bilanciate però dalla doccia fredda che ha investito l’ateneo di Roma Tre, scivolato nei bassifondi della propria categoria.

Il riscatto della Sapienza e la crescita di Tor Vergata

La notizia più significativa per il sistema pubblico romano arriva da piazzale Aldo Moro. La Sapienza guadagna una posizione rispetto allo scorso anno e agguanta il terzo posto nazionale nella classifica dei “mega atenei statali” (le istituzioni con oltre 40.000 iscritti).

Con un punteggio complessivo che sale da 84,2 a 86, l’ateneo capitolino scavalca l’Università di Pisa e si posiziona subito dietro le corazzate del Nord: Padova, saldamente prima con 91,2 punti, e Bologna, seconda a quota 87,8.

Nella categoria dei “grandi atenei” (tra i 20.000 e i 40.000 iscritti) può sorridere anche Tor Vergata. L’università dell’area est della Capitale conferma il trend positivo delle ultime stagioni e risale fino al settimo posto con 84,3 punti.

Un progresso costante che la avvicina alle posizioni di vertice occupate dall’Università della Calabria (leader della categoria con 91,7 punti) e da Pavia (seconda a quota 90,2).

Il crollo di Roma Tre: penultimo posto tra i grandi atenei

Di segno diametralmente opposto è il bilancio di Roma Tre. L’ateneo di via Ostiense registra la flessione più pesante e preoccupante della regione, scivolando dall’undicesima alla quattordicesima posizione nella graduatoria dei grandi atenei statali. Il punteggio crolla verticalmente, scendendo da 82,7 a 80 punti.

Un arretramento che relega Roma Tre al penultimo posto nazionale della sua fascia, salvata dall’ultimo gradino solo dall’Università di Catania (ferma a 79,2 punti). Per l’ateneo romano si apre adesso una stagione di profonda riflessione per capire quali indicatori — dalle borse di studio alle strutture didattiche — abbiano pesato così negativamente sulla valutazione finale dell’istituto.

Private d’oro: Luiss e Lumsa in cima all’Italia

Se nel settore pubblico si combatte punto su punto, nel comparto privato la Capitale non ha rivali e continua a surclassare la concorrenza, compresa quella milanese.

LE ECCELLENZE PRIVATE DI ROMA

GRANDI ATENEI (Oltre 10.000 iscritti)
1° Posto: LUISS Roma — 95,8 punti (davanti a Bocconi Milano, 92,6)

MEDI ATENEI (Tra 5.000 e 10.000 iscritti)
1° Posto: LUMSA Roma — 89,2 punti (davanti a Iulm Milano, 83,8)

La Luiss Guido Carli si conferma per l’ennesimo anno la regina indiscussa delle università non statali con più di diecimila iscritti, respingendo l’assalto della Bocconi di Milano.

Un primato che fa il paio con quello della Lumsa nella classe dei medi atenei privati, blindando un asse romano d’eccellenza che si dimostra ancora una volta imbattibile per qualità dei servizi e aggancio immediato con il mercato del lavoro.

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