Liguria

Parco eolico Ferriere, le contro-osservazioni portate “a mano” a Roma: “Unica soluzione la cancellazione del progetto”


Genova. Non solo l’invio formale delle osservazioni telematiche entro la scadenza del 16 luglio, ma una vera e propria consegna a mano direttamente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. È questa l’iniziativa simbolica lanciata dalla sindaca di Ferriere, Carlotta Oppizzi, per “recapitare” direttamente a Roma, la contrarietà del territorio al progetto del maxi parco eolico sui monti tra Piacenza e Genova, tra la val Nure e l’alta Val D’Aveto.

Una mobilitazione che risponde alle integrazioni presentate dall’azienda a inizio luglio, che, secondo le amminsitrazioni comunali di Ferriere e Santo Stefano d’Aveto, non costituiscono un cambio sostanziale del progetto, che, anzi, viene di fatto ribadito. Nel frattempo, però, il fronte del “no” si è allargato ben oltre i confini comunali di Ferriere. La decisione alla base della mobilitazione è maturata a seguito dei contenuti delle integrazioni stessi: l’azienda ha aggiungo documenti e fotosimulazioni, senza però rispondere a tutte le criticità emerse dall’analisi da parte di enti e amministrazioni, tra cui Regione Liguria e Arpal, le cui osservazioni sono rimaste, ad oggi, senza risposta.

I nuovi dati, di fatto, hanno rafforzato i timori relativi allo sventramento della rete escursionistica storica sul crinale e all’impatto visivo “inevitabile” su alcuni luoghi “chiave” dei territorio attraversati, come monte Crociglia. Per le amministrazioni locali, i correttivi proposti dalla ditta appaiono come semplici palliativi che non modificano la sostanza di un intervento ritenuto incompatibile con la vocazione turistica e naturalistica dell’area.

“L’idea, aperta a tutti, è quella di non limitarsi all’invio telematico delle osservazioni, ma di organizzare una delegazione per raggiungere Roma proprio nell’ultimo giorno utile e consegnare personalmente la documentazione al Ministero dell’Ambiente – spiega il sindaci di Ferriere Carlotta Oppizzi, recentemente riconfermata nell’incarico – Arriveremo a un accordo solo nel momento in cui otterremo il rigetto ufficiale della proposta. Presentarsi di persona con le firme raccolte alla mano darà un riscontro reale che va oltre l’asetticità del portale ministeriale, dando voce anche alle realtà minori che il sistema spesso ignora.”

Se il versante emiliano si prepara alla trasferta romana, sul lato ligure si sceglie una strategia differente ma altrettanto determinata. Il Comune di Santo Stefano d’Aveto, direttamente interessato dal progetto per quanto riguarda le fondamentali opere di connessione e i relativi cavidotti, ha deciso di non prendere parte alla delegazione fisica diretta a Roma. L’amministrazione comunale ligure ha comunque già provveduto a spedire formalmente le proprie osservazioni contrarie in risposta alle ultime integrazioni depositate. Il neo eletto sindaco di Santo Stefano d’Aveto, Mattia Crucioli, ha ribadito con fermezza la linea di totale opposizione della sua giunta:”La nostra posizione rimane la stessa. Le integrazioni non hanno spostato la nostra opinione sul progetto, non avendo di fatto prodotto cambiamenti sostanziali nell’impostazione del progetto stesso. Restiamo fortemente contrari a quanto proposto e continueremo ad opporci in tutte le sedi”.

 




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