La vita spericolata di Unai Simón

Unai Simón ha voluto esagerare. Ci sono parate che valgono quanto un gol, quante volte lo diciamo. Ecco. Lui ha voluto segnare i suoi gol finanche prima. Prima di parare. Con due uscite su Mbappé spericolate solo in apparenza. Spericolate e necessarie, al minuto 42 e al minuto 83.
A parte la vita di Vasco, giudichiamo spericolato tutto ciò che spezza una condizione protetta. Per esempio lasciare un posto sicuro senza averne un altro, cambiare città a cinquant’anni, chiudere una relazione che dall’esterno sembrava funzionasse, rifiutare più soldi per stare meglio, dire un no quando tutti si aspettano un sì, esporre per primi un sentimento. Sono gesti che sembrano piccoli o grandi salti nel vuoto, siamo stati educati a guardare con più attenzione quel che lasciamo, a considerare pericoloso quanto viene dopo.
Ma anche restando fermi ci sono rischi che non vediamo. Sono solo più nascosti. È quel che ha intuito Unai Simón. Ha un modo di stare in porta che convive con il rischio presunto, ma in realtà è fatto di calcoli nascosti. Diceva Andrea Stramaccioni ieri sera in telecronaca che qualunque altro portiere non sarebbe uscito.
José Ángel Iribar, il grande numero uno basco dell’Athletic e della Spagna, sostiene che Simón appartenga a una generazione superiore alla sua, la generazione dei portieri che non deve solo parare, non deve solo aspettare che un Kylian Mbappé gli arrivi davanti, ma deve prevedere, e poi costruire, e poi cento altre cose ancora. Unai lo ha imparato in un modo doloroso. Agli Europei 2021 lasciò passare sotto il piede un retropassaggio di Pedri con la Croazia. Rimase con la testa dentro la partita, la Spagna vinse 5-3, e quell’errore lo ha formato insieme ad altri.
Ha accettato l’idea che gli errori sono inevitabili. Non si diventa migliori cancellando i rischi di una decisione. Ha parato due rigori nella finale di Nations League 2023 e l’anno dopo è stato una delle ragioni dell’Europeo vinto. Ora è in finale avendo preso un solo gol. De la Fuente dice di essere contento per lui perché lo ha meritato. Quattro anni fa ha smesso di stare sui social. Elogi e insulti alteravano il giudizio che aveva di sé. La sua pagina Instagram è un fossile. Sotto il suo ultimo post Instagram del Natale 2022, ieri sera i tifosi spagnoli sono andati a dirgli grazie, grazie ma ci hai fatto prendere tre infarti. Raya cresce, Garcia ha alle spalle la stampa di Barcellona, ma la porta è sempre sua. Ha imparato che il pallone ogni tanto può tradire un gesto ripetuto mille volte, eppure il coraggio resta necessario.
Source link




