Commercio globale, le nuove rotte per una supply chain sempre più resiliente
Le tensioni geopolitiche, i nuovi dazi e la progressiva ridefinizione delle catene del valore globali stanno cambiando il modo in cui le merci si muovono nel mondo. Se negli ultimi anni si era ipotizzata una frammentazione degli scambi internazionali, i dati più recenti mostrano invece una realtà diversa: il commercio globale continua a crescere, ma lungo direttrici nuove.
In questo scenario, caratterizzato da una crescente ricerca di stabilità e flessibilità, anche gli operatori logistici stanno ripensando il proprio ruolo, sviluppando modelli sempre più integrati per accompagnare le imprese nell’evoluzione delle loro supply chain.

Nuove rotte e nuovi equilibri
Secondo le più recenti analisi internazionali, le tensioni tra Stati Uniti e Cina continuano a rappresentare il principale fattore di trasformazione del commercio mondiale. Gli scambi non si sono ridotti, ma si sono progressivamente riorientati verso economie considerate più affidabili dal punto di vista geopolitico.
A beneficiare di questa evoluzione sono soprattutto i Paesi del Sud-est asiatico, che stanno rafforzando il proprio ruolo nelle catene produttive globali, mentre India e Brasile conquistano nuove quote di mercato in diversi comparti industriali. Per le aziende, il tema centrale non è più soltanto l’efficienza, ma la capacità di garantire continuità operativa anche in contesti caratterizzati da crescente incertezza.
La ricerca di una supply chain più resiliente
Per ridurre l’esposizione ai rischi, molte imprese stanno valutando strategie di nearshoring e diversificazione dei fornitori. Secondo una ricerca BCG, il 16% delle aziende ha già avviato iniziative concrete in questa direzione, mentre un ulteriore 35% sta valutando le possibili opzioni. Parallelamente cresce l’attenzione verso l’aumento delle scorte di sicurezza e la costruzione di reti di approvvigionamento più robuste.
In questo contesto la logistica ha assunto una funzione sempre più strategica. Un’evoluzione che DSV ha accelerato anche attraverso l’acquisizione di Schenker, operazione che ha ampliato la dimensione internazionale del gruppo, portando il network a circa 150.000 dipendenti in oltre 90 Paesi e posizionandolo ai vertici del trasporto aereo, marittimo e stradale europeo, nonché tra i primi cinque operatori nella logistica contrattuale. «Oggi non offriamo più solo immagazzinamento e trasporto ma anche servizi ad alto valore aggiunto che aiutano le aziende a rendere più efficiente e meno esposta a rischi la produzione», osserva Davide Uracchi, Managing Director di DSV Contract Logistics in Italia.

Il modello della logistica di prossimità
La risposta passa anche attraverso nuovi modelli organizzativi. Ne è un esempio il Proximity Hub che DSV ha recentemente inaugurato a Fiorano Modenese per servire le aziende della Motor Valley. All’interno dei 100 mila metri quadrati coperti del polo logistico vengono svolte attività di preassemblaggio e controllo qualità che consentono di semplificare i flussi produttivi e migliorare l’efficienza delle forniture.
L’obiettivo è avvicinare alcuni processi logistici e manifatturieri ai siti produttivi dei clienti, integrando maggiormente le attività di fornitura con i ritmi della produzione.
Un approccio che contribuisce ad aumentare la disponibilità di materiali e componenti, favorendo una maggiore continuità produttiva. «Il nostro hub vicino a Maranello è un polo logistico con capacità manifatturiere, in grado di ridurre le complessità operative dei nostri clienti. Fra i servizi che offriamo rientrano attività a valore aggiunto che consentono di ottimizzare i flussi logistici e produttivi, migliorando l’utilizzo della capacità di trasporto e garantendo una maggiore disponibilità di materiali e componenti per i clienti», spiega Uracchi.
Grazie alla concentrazione delle attività in un’unica struttura e all’ottimizzazione dei flussi logistici, il modello ha consentito una riduzione del 45,7% dei chilometri percorsi quotidianamente e del 33,3% dei mezzi in circolazione.
Oltre il trasporto
La trasformazione riguarda più in generale il ruolo degli operatori logistici, sempre meno concentrati esclusivamente sulla movimentazione delle merci e sempre più coinvolti nei processi produttivi dei clienti.
Una trasformazione che passa anche da nuovi modelli di gestione degli spazi e delle tecnologie. Nell’hub DSV di Settala, specializzato nei settori retail, fashion ed e-commerce, il modello multi-cliente condiviso consente alle aziende di accedere a infrastrutture e servizi logistici flessibili senza dover sostenere investimenti in strutture dedicate. Il polo integra, inoltre, sistemi avanzati di automazione, come la tecnologia AutoStore che permette di aumentare la densità di stoccaggio e azzerare le attività di preparazione degli ordini secondo logiche goods-to-man.

Nell’hub vengono inoltre realizzate attività che spaziano dalla serigrafia avanzata per il comparto beverage fino alla personalizzazione just-in-time di prodotti destinati al mercato dell’infanzia.
Servizi che testimoniano come la logistica stia evolvendo verso un modello a maggiore valore aggiunto, capace di integrare competenze operative, manifatturiere e tecnologiche.

Una trasformazione destinata a continuare
Secondo DSV, la crescente fragilità dei modelli basati su produzioni just in time e filiere molto estese continuerà a spingere le aziende verso supply chain più flessibili e vicine ai mercati di riferimento. Un processo che richiederà investimenti, capacità di adattamento e una collaborazione sempre più stretta tra imprese e operatori logistici.
«Oggi accompagniamo le aziende nell’evoluzione delle proprie supply chain e osserviamo come il processo di nearshoring stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle decisioni strategiche, diventando una delle principali tendenze del momento», conclude Uracchi.
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