Urbino, Festa del Duca il ritorno è pronto: dall’11 al 14 agosto. Crespini: «Dal Comune avremo contributi»

URBINO Dopo il braccio di ferro, alquanto inconsueto per certi versi, di qualche mese fa tra il sindaco Maurizio Gambini e i vertici dell’Associazione Ars Ducale, è calata, forse dal cielo o forse grazie alla mediazione dell’assessore alla cultura Lara Ottaviani, la “pax”. L’attesa Festa del Duca 2026, si farà dall’11 al 14 agosto.
Accordi e disaccordi
Come lungamente previsto “l’accordo tra le parti” è cosa fatta. Le cosiddette diatribe a suon di saette e fulmini sono riposte (per ora) nel cassetto. A maggio scorso il primo cittadino ducale era stato deciso ed esplosivo: «Non ci sono le condizioni per continuare la collaborazione con l’Ars Urbino Ducale. Da una verifica eseguita abbiamo dovuto constatare che il marchio della Festa del Duca rimane registrato da due privati che ne risultano proprietari ognuno al 50%. Una condizione inaccettabile per un evento che non deve portare la firma di nessuno, ma è patrimonio di tutta la città». C’era bisogno di tutta questa disputa tra associazione e amministrazione? E’ vero che tutto fa pubblicità. «L ‘Associazione Ars che da sempre organizza e gestisce la Festa del Duca – risponde Maria Francesca Crespini – è pronta a ripartire dopo lo stallo, come lo definisce il sindaco, che è stato sbloccato con il chiarimento sui loghi che sono sempre stati di dominio dell’associazione e ora, in occasione del rinnovo burocratico, i loghi della festa saranno nuovamente destinati all’associazione. Quindi si riparte a pieno ritmo per organizzare l’evento d’eccellenza di Urbino». Cosa ha fatto l’Ars pur di non farla cassare? Insomma, chi ha vinto nel duello istituzionale? «Non ha vinto nessuno. Abbiamo necessità di far capire alla città e ai cittadini che è utile questo evento ai fini culturali e turistici. Molte sono state le testimonianze d’affetto sotto l’ombra dei Torricini e le prese di posizione a nostro favore di commercianti e categorie sociali». Ora l’Ars cosa chiede ai cittadini? «Di partecipare ai 4 giorni e per questo, visto che ci sarà il biglietto d’ingresso in quanto il Comune darà poco più di un terzo del contributo disposto l’anno scorso, abbiamo pensato ad un abbonamento per le 4 giornate a soli 10 euro quando una giornata di ingresso costerà 8 euro. I residenti nei luoghi della festa avranno l’ accesso gratuito».
Gli eventi
Quali altri novità? «Abbiamo la conferma di uno strepitoso Premio Giovanni Santi a Palazzo Ducale che la Regione Marche ci ha riconosciuto. I personaggi che saranno premiati dal professore Ilvo Diamanti saranno annunciati a breve. Grandi attori in programma e un radiocronista d’eccezione: Gene Gnocchi, per la novità del Torneo Cavalleresco La giostra ducale a Borgo Mercatale». Ricorderete il cavaliere Gastone Bertozzini, l’artefice della riscoperta del gioco dell’Aita? «Certamente, come dimenticarlo?». ll gioco dell’Aita: pericoloso e violento oppure geniale e agonistico il giusto? «È seguito da 2mila persone sugli spalti e da migliaia di persone sui muri – conclude Crespini – È gemellato con la Spagna e ha un grande fascino. Il resto sono quisquiglie».




