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Ue vara nuove sanzioni contro lo spionaggio informatico russo

L’Unione europea alza il livello dello scontro con Mosca anche sul fronte cibernetico. Bruxelles ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro nove individui e quattro entità ritenuti coinvolti in attività di spionaggio, sabotaggio e attacchi informatici attribuiti alla Russia, colpendo ufficiali dell’intelligence militare, cybercriminali, gruppi di hacktivisti e società private accusati di sostenere la strategia di destabilizzazione del Cremlino.

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L’annuncio è arrivato dall’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, che ha accusato Mosca di fare ricorso a un vero e proprio “ecosistema informatico” composto da attori statali e non statali. «L’Ue e i suoi Stati membri denunciano le attività informatiche malevole della Russia e lo sfruttamento di un ecosistema che comprende servizi di intelligence, gruppi criminali, hacktivisti e aziende private», ha dichiarato.

Nel mirino il 16° Centro dell’Fsb

Per la prima volta, Bruxelles indica apertamente come responsabile il 16° Centro del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb), ritenuto il coordinatore di diversi gruppi di minaccia informatica, tra cui il noto gruppo Turla, da anni associato a campagne di cyber-spionaggio contro governi occidentali.

Secondo la ricostruzione europea, il centro dell’Fsb avrebbe condotto per anni operazioni sempre più sofisticate contro Stati membri dell’Unione e partner internazionali, con particolare attenzione all’Ucraina. Le attività avrebbero incluso infiltrazioni nelle reti governative e operazioni di sabotaggio contro infrastrutture critiche.

Tra i Paesi colpiti vengono citati Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia.


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