Cadavere ritrovato a Reggio Calabria: piedi legati con il nastro adesivo, chiuso in una busta e abbandonato
Un altro angolo di Reggio terra di nessuno. È la stradina che dalla Nazionale di Catona, all’altezza della chiesa di San Francesco, scala le colline della vallata. Numerosi villette e palazzotti, non un’area densamente popolata, ma – scenario desolante sotto gli occhi di tutti – ricettacolo di rifiuti di ogni genere. Ai margini della strada, nei tratti di terra battuta che si intrecciano con le sterpaglie, spunta di tutto: materassi e carcasse di elettrodomestici, scarti ed immondizia di ogni genere e provenienza. Si tratta dello stesso angolo di Reggio nord, della frazione Catona, dove è stato ritrovato giovedì pomeriggio il cadavere di un uomo. Una residente ha notato un ingombro che andava oltre il solito. Odore da giorni insopportabile, e da un bustone che fuoriusciva una sagoma umana. «Sembrava inizialmente un manichino» ha confidato ad amici e vicini di casa la donna.
Era invece un essere umano, era il corpo di un uomo. In avanzato stato di decomposizione, perchè evidentemente da giorni abbandonato lì tra i rifiuti. Piedi legati da nastro adesivo, brandelli di vestiario, un cappellino. Scatta l’allarme ai carabinieri di Catona. I militari accertano sia un cadavere di un uomo. Interviene la macchina investigativa. C’è un’indagine delicata da avviare per fare luce sulla macabra scoperta. Fino a ieri sera dal comando provinciale di Reggio nessuna novità investigativa. Nulla sull’identità. Qualcuno ipotizza sia stato ucciso altrove e portato lì. In quel fazzoletto del quartiere Catona fin troppo desolato.
Un ritrovamento che ripropone un’emergenza ambientale nella zona. Nel cuore di Catona. Un gruppo di residenti ha denunciato da tempo la “bomba” ambientale davanti casa. Fotografie e mail, ma nessuna risposta dalle istituzioni competenti.
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