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Sinner, i numeri e i segreti del bis a Wimbledon: il nuovo servizio e quella scelta che mostra la stoffa da campione

Sull’erba dei campioni del tennis da due anni c’è un re italiano: il suo nome è Jannik Sinner. La vittoria in finale contro Alexander Zverev lo consacra per il secondo anno consecutivo campione di Wimbledon. È un trionfo che segna un altro passaggio decisivo nella carriera del campione altoatesino: da Londra a Londra, innanzitutto interrompe la serie di Slam senza successi. E cancella con un colpo di spugna gli spettri che alleggiavano nell’aria dopo la delusione del Roland Garros. La sconfitta in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic e poi il crollo improvviso a Parigi hanno restituito una nuova versione di Sinner. Se quello che vinceva i 5 Masters 1000 consecutivi era un giocatore dominante, quasi ingiocabile, a Wimbledon l’altoatesino sembra aver aggiunto al suo mix micidiale altri ingredienti: saggezza, pazienza, astuzia.

Sull’erba di Londra, infatti, si è visto un Sinner meno propenso ad “ammazzare” le partite. Più accorto, attento a evitare sprechi di energie e a spingersi ogni partita poco oltre il limite necessario per evitare brutte sorprese. Ha alzato il livello quando è servito, sfruttando anche un incredibile efficacia al servizio, che gli ha permesso di annichilire ogni pretesa dei suoi rivali, compreso Zverev. Questo Sinner è forse meno scintillante, ma ha la stoffa dei grandi campioni. Quelli capaci di restare a lungo in vetta alla classifica Atp. Quelli capaci di collezionare Slam. Quelli capaci di rivincere a Wimbledon. Una élite sempre più ristretta.

L’articolo Sinner, i numeri e i segreti del bis a Wimbledon: il nuovo servizio e quella scelta che mostra la stoffa da campione proviene da Il Fatto Quotidiano.


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