Teramo Nostra, barricate contro la Provincia: “Dal Milli non ce ne andiamo”

Il presidente Piero Chiarini, insieme ai soci Melarangelo e Topitti, respinge la richiesta di riconsegna dei locali nei sotterranei del Liceo. L’ente proprietario li rivuole ma il sodalizio replica: “Nel 2011 abbiamo investito decine di migliaia di euro per ristrutturarli. Se ci vogliono fuori, ci ridiano i soldi”
TERAMO – Si preannuncia una battaglia dura e senza esclusione di colpi quella tra lo storico sodalizio culturale Teramo Nostra e la Provincia di Teramo. Al centro della contesa ci sono i locali situati nei sotterranei del Liceo Milli, ospitanti la sede dell’associazione da quasi tre lustri. I vertici dell’associazione – rappresentati dal presidente Piero Chiarini e dai soci di lungo corso Sandro Melarangelo e Antonio Topitti – hanno convocato una conferenza stampa per respingere con fermezza la lettera con cui l’ente provinciale, proprietario dell’immobile, intima lo sgombero entro il prossimo 31 agosto.
Secondo quanto ricostruito da Chiarini, l’ingresso nei locali della scuola – all’epoca in gran parte inutilizzata e ridotta a un sotterraneo colmo di calcinacci e tubi rotti – avvenne tra il 2011 e il 2012 grazie a una delibera della giunta provinciale allora guidata dal presidente Catarra. “Nessuno ci ha regalato niente. L’allora ingegnere capo Leo di Liberatore aveva interpellato altre dodici associazioni, ma nessuna volle farsi carico delle spese. Noi abbiamo investito tutti i nostri risparmi per rifare pavimenti, infissi e persino un bagno per disabili, lavorando per sei mesi con i muratori“. Teramo Nostra rivendica inoltre il valore dell’accordo culturale stretto con lo storico e compianto preside dell’istituto, il professor Di Giannatale. Negli anni, i soci dell’associazione – inclusi illustri docenti e storici – hanno tenuto lezioni e corsi gratuiti per gli studenti del Milli. Al contempo, lo spazio è diventato un fondamentale punto di riferimento per l’intera comunità, offrendo ospitalità gratuita a numerose altre realtà territoriali prive di sede, tra cui l’Anpi provinciale, il Coro Verdi e diverse sigle cittadine.
Durante la conferenza è emerso anche il tema legato alla regolarità formale dell’occupazione. I rappresentanti dell’associazione hanno ammesso che a quella delibera originaria del 2011 non è mai seguito un vero e proprio contratto di locazione definitivo, precisando però che tale adempimento burocratico spettava agli uffici della Provincia e non al sodalizio. In merito al mancato pagamento di affitto e utenze, Chiarini ha chiarito che la gratuità era esplicitamente legata al valore dei lavori di riqualificazione effettuati a proprie spese e alle attività sociali garantite alla città. La richiesta di restituzione dei locali è stata motivata formalmente dalla dirigenza scolastica e dalla Provincia con la necessità di adeguarli alle normative antincendio e di destinarli all’archivio del Liceo Milli. Una giustificazione che Teramo Nostra contesta fermamente: “La scuola è per metà vuota, non si capisce quante stanze servano per un archivio. Se si tratta di adeguamenti antincendio, si possono fare lasciandoci dentro. Questa è una sgradevole aggressione politica guidata da chi pensa di essere il padrone della collettività“.
Invocando l’articolo 9 della Costituzione sulla tutela della cultura e della ricerca storica, Piero Chiarini ha chiuso l’incontro annunciando le barricate: “Noi il 31 agosto non ce ne andiamo”. “Sono un rivoluzionario – ha aggiunto Melarangelo – e sono pronto a occupare la sede. Se ci vogliono fuori, facciano valutare le migliorie che abbiamo apportato e ci ridiano i nostri soldi; il giorno dopo lasceremo i locali“.
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