Abruzzo

Pums, il Consorzio commercianti appoggia l’interrogazione dell’opposizione

‘Shopping in Teramo entro’ supporta anche l’accesso agli atti del consigliere comunale di Futuro In, Franco Fracassa sulle presunte anomalie nell’iter del Piano urbano della mobilità sostenibile: si sollevano dubbi su doppi incarichi, costi del personale, procedimenti Vas e rilievi ambientali della Regione

TERAMO – L’iter per l’approvazione del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) del Comune di Teramo finisce al centro di una dura battaglia consiliare. Le forti sollecitazioni espresse dal Consorzio Shopping in Teramo Centro (con la presidente Franca Labrecciosa e Osvaldo Di Teodoro), che da anni richiede chiarimenti sulla programmazione della mobilità urbana (e che recentemente si è fatto promotore di approfondimenti tecnici nell’interesse della cittadinanza e del tessuto commerciale locale) hanno fatto da spunto per una interrogazione e un accesso agli atti depositati dal consigliere comunale del gruppo di opposizione ‘Futuro In’, Franco Fracassa. L’iniziativa – fondata su 13 punti cruciali – punta a fare piena luce sui passaggi precedurali seguiti finora dal governo municipale.

Le perplessità sollevate toccano gli aspetti nodali del percorso amministrativo, a partire dal presunto mancato rispetto delle Linee Guida ministeriali. Nei primi punti dell’atto viene chiesto come mai non si sia provveduto alla formale ‘definizione degli obiettivi’ e alla successiva ‘costruzione partecipata dello scenario di Piano’ dopo la presa d’atto del Quadro conoscitivo avvenuta a inizio 2021. Sotto la lente d’ingrandimento dell’opposizione vi è anche la gestione degli incarichi esterni: i documenti evidenzierebbero la coesistenza di due distinti lavori conoscitivi affidati a soggetti diversi, il Gruppo Citrams e la società MIC-HUB. Forti dubbi vengono espressi sulla regolarità della Valutazione Ambientale Strategica (VAS): il rapporto preliminare non è stato redatto dal gruppo di lavoro incaricato ma da un ingegnere funzionario interno all’ente, e risulterebbe firmato il 26 settembre 2023, ossia successivamente alla delibera di Giunta che avrebbe dovuto approvarlo come allegato nell’agosto dello stesso anno.

Un capitolo corposo dell’interrogazione riguarda i rilievi formali trasmessi dalla Regione Abruzzo nel novembre 2023. La Direzione del Servizio valutazioni ambientali aveva infatti riscontrato un’inadeguata analisi degli effetti ambientali e l’assenza di verifiche sull’impatto acustico e sui siti protetti ‘Natura 2000’ presenti nel territorio di Teramo, come il fiume Tordino e il Vomano. Fracassa chiede di sapere se l’Amministrazione abbia mai fornito un riscontro esaustivo a tali criticità, considerando che sul portale della Regione il procedimento risulta tuttora formalmente ‘In corso. L’affondo finale della minoranza riguarda la trasparenza economica dell’operazione. Con l’accesso agli atti si esige di conoscere i costi complessivi sborsati dal Comune di Teramo tra consulenze esterne (coinvolgendo professionisti e società come Citrams, Easy Help e Mic-Hub) e l’impiego delle risorse umane interne in termini di ore e giorni lavorati. L’interrogazione punta infine a chiarire se i Comitati di quartiere siano stati realmente coinvolti e quali siano le tempistiche reali prima che il Pums arrivi al voto definitivo del Consiglio comunale.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »