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OpenAI, Fidji Simo lascia il ruolo operativo per motivi di salute

Fidji Simo lascia il suo ruolo operativo in OpenAI. La manager francese ha annunciato che abbandonerà l’incarico a tempo pieno per assumere quello di consulente part-time, dopo un lungo periodo di assenza dovuto al peggioramento di una malattia cronica di natura neuroimmunologica.

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In un messaggio pubblicato sui social, Simo ha spiegato di essere stata costretta tre mesi fa a interrompere il lavoro a causa di una grave riacutizzazione della patologia con cui convive da sette anni. Durante il periodo di convalescenza, ha scritto, è emerso che il percorso di recupero sarebbe stato “più lungo e complesso” del previsto, rendendo necessario dedicare tutte le energie alla salute.

L’uscita rappresenta un nuovo cambiamento ai vertici della società guidata da Sam Altman in una fase cruciale per il gruppo, impegnato ad ampliare la propria offerta commerciale e a rafforzare la leadership nell’intelligenza artificiale generativa. Durante l’assenza di Simo, parte delle sue responsabilità era già stata redistribuita tra il presidente Greg Brockman, la direttrice finanziaria Sarah Friar e il chief strategy officer Jason Kwon. La ripartizione dei compiti diventerà ora permanente.

Arrivata in OpenAI dopo aver guidato Instacart e dopo oltre un decennio trascorso in Meta, dove aveva ricoperto ruoli di primo piano nello sviluppo dell’app di Facebook, Simo era entrata inizialmente nel consiglio di amministrazione della società prima di assumere responsabilità operative. Negli ultimi mesi aveva supervisionato le attività di prodotto e di business, mentre Sam Altman si concentrava principalmente sulla ricerca e sullo sviluppo dell’infrastruttura necessaria ai futuri modelli di intelligenza artificiale.

Nonostante il passo indietro, Simo resterà legata all’azienda come consulente. Nel suo messaggio ha ribadito di continuare a credere nella missione di OpenAI e nel potenziale dell’intelligenza artificiale, in particolare nel settore sanitario, sottolineando come le nuove tecnologie possano contribuire a migliorare la vita delle persone anche attraverso la ricerca medica.


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