Marche

Anac, stop al doppio ruolo. Alla fine Agostini si dimette da direttore (restando presidente). La Lega: «Figuraccia evitabile»


Non c’è più niente di definitivo del provvisorio. Si è rischiato di confermare una della perle di saggezza di Prezzolini nella vicenda che riguarda il vertice della Fondazione Marche Cultura, l’ente che gestisce milioni di euro per conto della Regione. L’incompatibilità del doppio ruolo di presidente/direttore di Andrea Agostini (in quota FdI e già sindaco di Porto San Giorgio) si è sanata solo nell’ultimo cda di martedì. Quasi un anno dopo. Ed è dovuta intervenire l’Anac, sollecitata dai consiglieri di opposizione Nobili (Avs) e Mangialardi (Pd). Tanto che dallo stesso centrodestra, fronte Lega, qualcuno ha ammesso che «questa figuraccia si poteva evitare». Tutto è iniziato il 18 settembre dello scorso anno quando l’ex direttore Gesualdi ha dovuto lasciare per motivi di salute. 

Il doppio ruolo

Il cda ha così deciso di conferire l’incarico ad Agostini, che è diventato anche responsabile di Marche Film Commission. Doppio ruolo, controllore e controllato e un compenso annuo da direttore sui 60mila euro lordi. «In via temporanea», si specificava nel verbale del cda. Solo che quella via si è allungata di mese in mese. Il bando per il nuovo direttore è rimasto nei cassetti e sono iniziati i mugugni. E infatti quando Acquaroli si è guadagnato il bis a Palazzo Raffaello e nella maggioranza sono iniziate le trattative per la spartizione dei posti che contano nelle partecipate, il Carroccio ha fatto notare l’anomalia e l’incompatibilità del doppio ruolo di Agostini. Ovviamente anche con un certo interesse, visto che la fondazione era tra i desiderata. Ma alla fine Agostini è stato confermato presidente (ruolo che svolge gratuitamente) e di conseguenza anche direttore. Tutto questo a febbraio, cinque mesi dopo quel «in via temporanea». Ad aprile poi Nobili e Mangialardi hanno portato la questione in Consiglio regionale, presentando anche l’esposto all’Anac. Da lì, la classica palla di neve è diventata una valanga, inarrestabile. L’ente anticorruzione ha aperto un’istruttoria e chiesto lumi alla Regione.

L’epilogo

E di conseguenza Palazzo Raffaello ha scritto al cda della Fondazione, invitandola (per usare un eufemismo) a sanare la questione. Martedì l’epilogo in un cda che descrivono abbastanza infuocato. Agostini non è più direttore, ma resta presidente. Ah, nel frattempo il bando ancora non è stato pubblicato.




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