Sicilia

Emergenza Covid, due lavoratrici vincono la causa contro l’Asp Palermo

Il tribunale di Palermo, sezione lavoro, ha accolto i ricorsi di due lavoratrici impiegate presso l’Asp di Palermo durante l’emergenza Covid-19, riconoscendo la natura subordinata e a tempo determinato dei rapporti di lavoro formalmente inquadrati come collaborazioni coordinate e continuative.

Le ricorrenti erano state assunte nell’ambito della procedura straordinaria del cosiddetto «click day», attivata su base regionale per far fronte alle esigenze organizzative della campagna di tracciamento e vaccinazione anti-Covid. Per quasi due anni avevano svolto attività di assistenza amministrativa e supporto informatico presso hub vaccinali e uffici dell’azienda sanitaria. Secondo il tribunale, i contratti non potevano essere qualificati come Cococo, poiché la normativa emergenziale consentiva tale tipologia solo per personale sanitario e operatori sociosanitari, categorie nelle quali non rientravano le mansioni effettivamente svolte dalle lavoratrici.

Il giudice ha inoltre accertato la presenza di un rapporto pienamente subordinato, caratterizzato da turnazioni imposte dai dirigenti Asp, obbligo di timbratura e fogli firma, direttive operative quotidiane e assenza di autonomia organizzativa. L’Asp di Palermo è stata dunque condannata alla regolarizzazione contributiva presso la gestione dipendenti Inps e al pagamento di un risarcimento pari a quattro mensilità della retribuzione percepita, quantificato in 8.000 euro per ciascuna lavoratrice difese dagli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Davide Marceca.


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