Addio a ‘Gegè’ Di Giacomo: il bomber della Grande Inter guidò il Teramo della crisi
Si è spento a 91 anni il leggendario ‘Gegè’, campione d’Europa con Herrera. Nella stagione 1987-88 della retrocessione, la sua sfortunata avventura sulla panchina biancorossa: subentrò a Bruno, appena 10 partite e l’esonero firmato dal presidente ‘meteora’ Marino Costantini a favore di Luzii
TERAMO – Il calcio piangE la scomparsa di Beniamino Di Giacomo, spentosi questa mattina all’età di 91 anni presso la casa di cura Villa dei Pini di Civitanova, dove era ricoverato da tempo. Nato a Porto Recanati nel 1935, soprannominato ‘Gegè’ o ‘Il bersagliere’, Di Giacomo è stato una vera colonna della Serie A degli anni Sessanta. Centravanti di grinta e sacrificio, fu la ‘boa’ della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, il punto di riferimento attorno a cui ruotavano assi come Mazzola, Suarez e Corso, conquistando lo scudetto del 1963 e la Coppa dei Campioni del 1964. Una carriera straordinaria la sua, passata anche per Napoli, Torino e Mantova (dove segnò il celebre gol che costò il tricolore proprio all’Inter nel 1967), prima di intraprendere una brillante carriera da allenatore ricca di promozioni storiche tra Civitanova, Jesi e Osimo.
La parentesi sulla panchina del Teramo, nella stagione 1987-88 di Serie C1, non fu però altrettanto fortunata. Chiamato in Abruzzo per tentare l’impresa della salvezza, il tecnico marchigiano subentrò a Maurizio Bruno alla fine di novembre del 1987, all’indomani di una sconfitta esterna a Cagliari che aveva fatto sprofondare i biancorossi all’ultimo posto in classifica in coabitazione con Francavilla, Brindisi e Campania. L’impatto di Di Giacomo con la piazza teramana fu inizialmente entusiasmante. Il suo esordio sulla panchina del vecchio stadio ‘Comunale’ si trasformò in una vera e propria festa: contro il Campania Puteolana, nonostante l’iniziale svantaggio, il Teramo ribaltò la partita vincendo 2-1 grazie alle reti di Ferrara e Pesce (su rigore), riaccendendo le speranze del pubblico locale. Quella fiammata, tuttavia, non bastò a raddrizzare un’annata nata sotto una cattiva stella. L’avventura del tecnico si concluse bruscamente il 21 febbraio 1988 dopo uno scialbo pareggio a reti bianche (0-0) in casa contro il Brindisi.
Il ruolino di marcia di Di Giacomo a Teramo recitò alla fine 10 partite complessive, caratterizzate da 2 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte e 7 punti complessivi. A renderlo celebre nelle cronache dell’epoca fu anche una singolare curiosità societaria: l’allenatore fu infatti esonerato per far posto ad Antonio Luzii da Marino Costantini, il presidente ‘meteora’ del Teramo Calcio passato alla storia per essere rimasto al vertice del club aprutino per appena 100 giorni. Al termine di quella turbolenta e frammentata stagione, il Teramo non riuscì a trovare la quadra, Luzii in 13 gare raccolse 3 punti, e retrocesse in Serie C2, ma il ricordo di ‘Gegè’ Di Giacomo rimane quello di un uomo di sport signorile e generoso, che accettò senza riserve una sfida quasi impossibile pur di difendere i colori biancorossi. I funerali saranno celebrati domani, mercoledì 8 luglio, alle 17:30 nella chiesa del Preziosissimo Sangue a porto Recanati.
Foto tratta da: ‘Storia del calcio Teramano (1983-2006) di Elso Simone Serpentini

Source link




