Autonomia scolastica a rischio, ANQUAP: “Messa a rischio dalla burocrazia”. Il convegno alla Camera coordinato dal nostro direttore, Eleonora Fortunato

A venticinque anni dall’introduzione dell’autonomia scolastica, il sistema dell’istruzione si trova a fare i conti con un crescente carico di adempimenti amministrativi che, secondo l’ANQUAP (Associazione nazionale quadri delle amministrazioni pubbliche), rischia di sottrarre energie alla funzione educativa delle scuole.
È questo il tema al centro del convegno “La dimensione istituzionale delle scuole e il peso della burocrazia”, ospitato a Roma, nella sede del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. A coordinare i lavori Eleonora Fortunato, direttrice di Orizzonte scuola.
L’iniziativa, organizzata in occasione del venticinquesimo anniversario dell’associazione, ha riunito dirigenti ANQUAP provenienti da tutta Italia, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni professionali per riflettere sull’evoluzione dell’organizzazione scolastica e sulle criticità emerse negli ultimi anni.
Un sistema sempre più complesso
Nel corso del confronto è emersa la necessità di ripensare il modello organizzativo delle istituzioni scolastiche, chiamate oggi a svolgere funzioni che vanno ben oltre la didattica. Tra i temi affrontati figurano la distinzione tra leadership educativa e gestione amministrativo-contabile, il superamento dell’attuale sistema di reclutamento del personale ATA, ancora disciplinato da norme ormai datate, e il rafforzamento delle strutture amministrative chiamate a sostenere l’autonomia delle scuole.
Nel dibattito è stato evidenziato anche il rischio di un progressivo ritorno a forme di centralizzazione amministrativa, definito “neocentralismo”, e la necessità di semplificare procedure che negli anni hanno accresciuto il carico burocratico gravante sulle segreterie scolastiche.
Secondo ANQUAP, le istituzioni scolastiche sono diventate strutture organizzative sempre più articolate, impegnate non solo nell’attività educativa ma anche nella gestione di rapporti con enti locali, famiglie e territorio. In questo contesto, anche la digitalizzazione, nata con l’obiettivo di semplificare il lavoro amministrativo, avrebbe prodotto nuovi adempimenti e ulteriori livelli di complessità.
Germani: “Le problematiche di fondo restano irrisolte”
Nel suo intervento conclusivo il presidente dell’ANQUAP, Giorgio Germani, ha ribadito come le questioni affrontate continuino a mantenere una forte attualità.
“È stata una mattinata interessante, in una sede istituzionale importante come il Parlamento, su un tema che mantiene tutta la sua attualità perché le problematiche di fondo non vengono risolte”, ha osservato.
Germani ha sottolineato anche il valore del confronto sviluppato durante il convegno, richiamando la partecipazione dei dirigenti dell’associazione provenienti da tutta Italia e il contributo offerto dalle altre realtà presenti.
“Abbiamo avuto modo di ribadire le nostre posizioni, riproporre le nostre analisi e trovare, nel confronto con gli altri interventi, importanti punti di convergenza”, ha dichiarato.
Più confronto con istituzioni e politica
Tra le proposte avanzate dall’associazione vi è quella di trasformare il lavoro di analisi svolto in un percorso stabile di elaborazione condivisa con le altre organizzazioni del settore pubblico.
“L’esigenza è quella di individuare, all’interno delle sedi associative, momenti di approfondimento e di elaborazione di proposte da portare sul piano confederale, così da rafforzare un’interlocuzione comune con la politica, le istituzioni e le parti sociali”, ha spiegato Germani.
L’obiettivo indicato dall’ANQUAP è quello di contribuire alla costruzione di un modello di scuola autonoma capace di coniugare efficienza organizzativa e qualità dell’offerta educativa, intervenendo sulla semplificazione amministrativa, sul rafforzamento delle professionalità delle segreterie e su una governance ritenuta più adeguata alle responsabilità che oggi gravano sulle istituzioni scolastiche.
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