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Noah Wyle poteva essere il protagonista di Salvate il soldato Ryan, ma saltò tutto per un motivo ben preciso

Prima di tornare al camice bianco con The Pitt, Noah Wyle fu a un passo dall’indossare l’uniforme della Seconda Guerra Mondiale in uno dei film più iconici della storia del cinema. L’attore ha rivelato in un’intervista al podcast Still Here Hollywood un retroscena che potrebbe aver cambiato completamente le traiettorie di due carriere hollywoodiane: quella sua e quella di Matt Damon.

Mi fu offerta la parte del soldato Ryan in Salvate il soldato Ryan, ma non riuscii a liberarmi dagli impegni con ER per accettarla“, ha confessato Wyle. La serie medica che lo aveva reso celebre interpretando il dottor John Carter per 12 stagioni stava vivendo il suo periodo d’oro, e i contratti televisivi dell’epoca erano rigidi come acciaio. Matt Damon ereditò così quel ruolo che sarebbe diventato uno dei momenti cardine della sua ascesa a stella di prima grandezza.

Ma la storia non finisce qui, visto che Wyle rivela che non si trattava solo del protagonista eponimo:

“In realtà c’erano due parti. Mi fu offerto anche il ruolo di Upham, quello interpretato poi da Jeremy Davies, e lui fu così fenomenale che non riesco nemmeno a immaginare di poter fare qualcosa di simile a ciò che fece lui”. – Noah Wyle

Il personaggio del traduttore codardo che tradisce i compagni è infatti uno dei più controversi e memorabili del film di Steven Spielberg, una performance che Davies scolpì con sfumature psicologiche devastanti. Il capolavoro di Spielberg uscito nel 1998 non è solo considerato il miglior film sulla Seconda Guerra Mondiale mai realizzato, ma più specificamente il miglior film sul D-Day di tutti i tempi. La sequenza d’apertura sulla spiaggia di Omaha Beach ha ridefinito gli standard della rappresentazione bellica al cinema, con una violenza cruda e realistica che ancora oggi lascia lo spettatore senza fiato.

Il film ottenne 11 candidature agli Oscar, vincendone cinque, incluso quello per la miglior regia a Spielberg, e incassò 482,3 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget stimato di 70 milioni. Per Damon, arrivato da poco dal trionfo di Will Hunting Genio ribelle, Salvate il soldato Ryan rappresentò un ulteriore tassello nella costruzione di un’immagine da leading man versatile, capace tanto di vulnerabilità intellettuale quanto di eroismo classico. Se Wyle avesse accettato, le carriere di entrambi avrebbero probabilmente preso direzioni diverse: l’uno sarebbe potuto diventare una stella del grande schermo, l’altro avrebbe dovuto cercare altri veicoli per consolidare il proprio status.

Comunque Wyle mostra una serenità quasi zen rispetto a queste occasioni mancate. “Quasi sono contento di non averle fatte, perché, sapete, quei ragazzi hanno reso quelle parti quello che sono“, ha ammesso. Tra le altre opportunità sacrificate sull’altare di ER c’era anche Good Night, and Good Luck, il film del 2005 diretto da George Clooney, suo compagno di set proprio nella serie medica. Il dramma storico su Edward R. Murrow e la sua battaglia contro il senatore Joseph McCarthy ottenne sei nomination agli Oscar, inclusa quella per il miglior film, e conserva un eccellente 93% di gradimento su Rotten Tomatoes.

The Pitt, fonte: HBO

Mentre Hollywood gli offriva parti in pellicole destinate a entrare nella storia, Wyle scelse di rimanere fedele al piccolo schermo, una decisione che ha definito tutta la sua carriera. Oltre a ER e The Pitt, ha interpretato Flynn Carsen nella serie The Librarians e nei film TV del franchise, Tom Mason nella serie fantascientifica Falling Skies durata quattro stagioni, e Harry Wilson in tre stagioni di Leverage: Redemption. Una filmografia televisiva di tutto rispetto, ma indubbiamente diversa dalla traiettoria che avrebbe potuto intraprendere.

The Pitt, il suo ritorno al genere medical drama, gli ha finalmente portato il Primetime Emmy Award come miglior attore protagonista in una serie drammatica per la prima stagione, con la serie che ha anche vinto l’Emmy come miglior serie drammatica. Il dottor Michael “Robby” Robinavitch è il culmine di decenni passati a perfezionare l’arte di interpretare medici sotto pressione, e Wyle è ora al lavoro sulla terza stagione, che dovrebbe debuttare all’inizio del 2027, mantenendo la promessa di un ritorno annuale.


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