Lazio

i primi risultati concreti dell’azione di Piantedosi – Il Tempo


Edoardo Sirignano

Quando si parla di sicurezza non è mai abbastanza. Su questo tema, come ben spiegato su queste colonne, il centrodestra si gioca la guida del Paese o meglio la riconferma a Palazzo Chigi. Detto ciò, pur dovendo essere programmato e realizzato ancora molto per rendere le nostre comunità “sicure”, non si può dire che l’attuale governo se ne sia stato a braccia conserte. Anzi, ha raggiunto risultati, ai tempi della sinistra, insperati. I numeri dell’ultimo decreto Sicurezza, fortemente voluto dal ministro Matteo Piantedosi, valgono più di mille parole. 

Rafforzamento delle forze in campo

Più di una semplice svolta c’è stata sul potenziamento degli organici. Dal 22 ottobre del 2022, ovvero da quando Meloni ha vinto le elezioni, sono stato assunti più di 45 mila nuovi operatori tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Un’azione che non solo ha consentito la copertura al cento per cento del turnover, ma soprattutto ha permesso un ringiovanimento del personale in servizio. L’età media nazionale dei nostri agenti è passata dai 45,6 anni del 2021 ai 44 attuali. Soltanto nei primi due mesi del 2026 sono entrati in servizio 3500 poliziotti. L’obiettivo per il 2027 è immettere 27 mila unità. Dati che, ai tempi del non lontanissimo Conte, sembravano irraggiungibili. E non basta uscirsene con la banale scusa che, per i lockdown, servissero meno sentinelle a presidiare.

Interventi a sostegno di chi presidia

Con la legge di bilancio del 2024 è stato stanziato circa 1 miliardo per il rinnovo dei contratti. Quello del 2022-2024, già sottoscritto per le Forze di Polizia, ha già avuto come conseguenza aumenti tangibili, seppure non ancora sufficienti. Ancora più decisive, poi, le risorse già messe a bilancio. Riconosciuto, intanto, un beneficio medio mensile a regime pari a circa 198 euro (173 per stipendio e indennità, mentre la restante parte per il trattamento accessorio). Ulteriori 100 milioni di euro, inoltre, saranno destinati alla valorizzazione delle specificità presenti nei singoli comparti. Investimento decisivo per stare al passo col resto del pianeta. 

Maggiori tutele

Per chi compie azioni legate alla legittima difesa, all’adempimento di un dovere, all’uso legittimo delle armi o a uno stato di necessità non vi sarà più l’immediata e automatica iscrizione al registro degli indagati. Il pm effettuerà una semplice annotazione preliminare della persona, a cui il fatto è attribuito, in un separato modello, disciplinando così l’attività di indagine. L’obiettivo è garantire quelle prerogative difensive indispensabili per chiunque, a maggior ragione per chi rischia la vita al fine di garantire la nostra serenità.

La lotta al terrore

Per fermare la minaccia finalizzata a destabilizzare l’ordine politico e sociale per scopi ideologici, religiosi e politici un passo in avanti è stato effettuato con l’introduzione del reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, punito con la reclusione da 2 a 6 anni. Ampliata la soglia di punibilità per la diffusione o la pubblicizzazione di istruzioni per la preparazione e l’utilizzo di bombe. 

Zone rosse

Resta “stabile” la possibilità per il Prefetto di individuare, per un periodo massimo di 6 mesi, rinnovabile anche più volte nel limite di 18 mensilità, specifiche aree a vigilanza rafforzata. All’interno di queste viene disposto l’allontanamento di soggetti che tengono comportamenti violenti e che siano stati denunciati nell’ultimo quinquennio per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio, reati in materia di stupefacenti o riguardanti il porto di armi o oggetti atti a offendere.

Manifestazioni di piazza

Aggravamento della pena fino a un terzo per il reato di danneggiamento, arresto in flagranza differita per chi va in strada solo per devastare, norme più severe per chi ferisce un agente in servizio, fermo preventivo di 12 ore per i soggetti ritenuti pericolosi, l’elevazione a delitto dell’attuale illecito amministrativo per blocco stradale sono soltanto alcune delle misure tese a rendere più sicuri cortei e dimostrazioni pubbliche.

Stretta sui coltelli fra i giovani

Viene introdotto il divieto di porto, se non per giustificato motivo, di strumenti dotati di lama affilata o appuntita superiore agli 8 centimetri. Divieto assoluto, punito con la reclusione da 1 a 3 anni, invece, per oggetti con lama a due tagli e a punta acuta, pieghevole di lunghezza pari o superiore a 5 centimetri o del tipo “a farfalla”. Il prefetto, inoltre, può applicare in questi casi le sanzioni accessorie della patente di guida e della licenza di porto d’armi. Pene più severe, infine, per chi porta armi bianche su treni e mezzi pubblici. Così come crescono quelle per i furti in abitazione.
 


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