Toscana

Ritardi fino a 80 minuti all’altezza di Follonica e treni cancellati, pendolari: «Pagano sempre i regionali»




GROSSETO – «Oggi non è accaduto l’imprevedibile. È accaduto l’annunciato». Il Comitato pendolari Costa tirrenica torna a farsi sentire con una lettera aperta indirizzata all’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni, a Rfi e a Trenitalia, dopo l’ennesima giornata di disagi sulla linea Tirrenica.

«Oggi la linea Tirrenica ha mostrato esattamente ciò che avevamo previsto e annunciato da settimane – scrive il comitato –: se ai cantieri già presenti sulla costa si sommano i lavori di Ponte al Pino, il sistema non regge. Non è polemica, è cronaca».

I disagi della giornata

Il comitato ricostruisce nel dettaglio quanto accaduto. Sulla Pisa-Roma, in prossimità di Follonica, un inconveniente tecnico alla linea ha prodotto rallentamenti fino a 80 minuti per Alta velocità, Intercity e Regionali. La Regione Toscana ha segnalato ritardi e cancellazioni sulla Pisa-Grosseto-Roma, compreso il 4132 Roma Ostiense-Pisa con 70 minuti di ritardo e il 19410 Grosseto-Pisa cancellato da Campiglia a Pisa. Nel pomeriggio si è aggiunto anche il rallentamento sulla Roma-Pisa tra Santa Severa e Ladispoli, con maggiori tempi di percorrenza fino a 70 minuti.

«Tutto questo mentre la Tirrenica viene chiamata ad assorbire deviazioni e traffico nazionale legati ai lavori nel nodo di Firenze – prosegue la nota –. Più che una linea ferroviaria, oggi è sembrata una corsia d’emergenza nazionale: appena succede qualcosa, si blocca tutto. E la sensazione dei pendolari è chiarissima: per tenere in piedi la lunga percorrenza, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i regionali».

«Un’Italia ferroviaria divisa in due»

Nella lettera il comitato denuncia una frattura tra l’asse centrale, condizionato dai lavori di Firenze, e la costa tirrenica, «costretta a subirne gli effetti senza un piano adeguato per i pendolari, per i lavoratori e anche per i turisti che hanno prenotato sulla costa toscana».

Ferma la contrarietà rispetto all’ipotesi di ripiegare sull’auto: «Tra Grosseto Sud e il confine regionale l’Aurelia non è un’alternativa sicura: è una strada già segnata da incidenti gravi e mortali. Obbligare i pendolari a lasciare il treno per percorrere l’Aurelia significa scaricare il problema ferroviario sulla sicurezza delle persone».

Le richieste all’assessore e ai gestori

Il comitato ricorda anche le dimensioni della tratta: «Tra Grosseto e Capalbio ci sono cinquanta chilometri, quanto tra Firenze e Pontedera. Non è una tratta marginale della regione: è un pezzo intero di Toscana, con lavoratori, studenti, imprese, turismo e servizi pubblici lasciati soli».

Di qui le richieste concrete: «Non chiediamo comunicati di circostanza. Chiediamo un intervento serio: protezione dei regionali, gestione trasparente delle precedenze, informazioni tempestive, coincidenze garantite a Campiglia, Grosseto e Orbetello, e un piano vero e urgente per la pericolosissima Aurelia». E la chiosa finale: «Quando un disservizio è annunciato, non basta chiamarlo “inconveniente tecnico”».




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