Porto Recanati, manda foto porno alla suocera e fa stalking alla ex, condannato

PORTO RECANATI – Dopo la rottura della relazione sentimentale aveva iniziato a perseguitare la ex con minacce, insulti e pedinamenti, poi aveva inviato alla mamma di lei delle immagini pornografiche dicendo che le donne ritratte nelle foto erano la figlia e la nipote. Ieri un napoletano di 54 anni è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione per stalking aggravato.
I fatti
Le persecuzioni sarebbero iniziate a giugno del 2024 e sarebbero andate avanti per diverso tempo nonostante l’uomo avesse riportato in primo grado una condanna a tre anni e due mesi di reclusione e fosse stata disposta nei suoi confronti la misura dell’allontanamento dalla casa familiare.
I fatti erano avvenuti a Porto Recanati. Secondo l’accusa, ieri sostenuta in aula dal pubblico ministero Francesca D’Arienzo, l’imputato avrebbe violato le prescrizioni imposte con la misura cautelare minacciando la ex e i figli e dicendo loro che la mamma aveva un amante. Durante gli incontri protetti con i minori, ai figli il 54enne avrebbe chiesto chi fosse l’amante della madre. Alle domande insistenti sarebbero seguite le minacce, per la Procura avrebbe detto alla donna che doveva andare via dalla casa familiare insieme ai figli.
Il messaggio
Poi un giorno avrebbe inviato su Whatsapp alla suocera e ad un’amica della ex compagna delle immagini pornografiche dicendo che le donne ritratte erano la sua ex e la figlia minorenne (cosa, tra l’altro, neppure vera). Secondo quanto accertato in fase di indagine l’uomo avrebbe pure seguito più volte la ex compagna e i figli minacciando la donna e dicendole che le avrebbe tolto l’auto e che lei non sapeva con chi aveva a che fare.
Accusato di atti persecutori aggravati perché commessi nei confronti di una donna alla quale era stato legato sentimentalmente, nei confronti dei figli minori e con l’uso dello strumento informatico (per le foto inviate), ieri per il 54enne il processo è stato discusso. Il pubblico ministero D’Arienzo ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione, meno severa la pena disposta dal giudice Domenico Potetti che ha condannato l’imputato a un anno e mezzo di reclusione, pena non sospesa. Il 54enne resta nel carcere da dove ieri ha partecipato al processo in collegamento video.




