Marche

Di Vincenzo e WeBuild interessati all’acquisto

ANCONA – Potrebbe essere scritto nel giro di qualche settimana il destino del nuovo Salesi, il futuro ospedale pediatrico di Torrette finito nel vortice della crisi economica della Rizzani De Eccher. Il colosso friulano dell’edilizia, vincitore dell’appalto per la costruzione del nuovo nosocomio, in sinergia con la consociata Sacaim, sta infatti cercando di cedere la Salesi Scarl, il consorzio che ha in mano l’appalto del nuovo ospedale da 84 milioni di euro.

Le indiscrezioni

Almeno due gli interessamenti certi arrivati finora, sfociati cioè in sopralluoghi nel cantiere di via Conca. Il primo è quello del colosso WeBuild, già Salini Impreglio, alla cui presidenza siede l’ex rettore dell’Univpm Gian Luca Gregori. WeBuild era addirittura stata indicata, nelle prime fasi della crisi Rizzani De Eccher, come il cavaliere bianco della situazione, l’impresa disposta a rilevare l’intero pacchetto azionario del colosso friulano per salvarlo dai debiti nei quali sta affogando. Il secondo interessamento, ancora più concreto, sarebbe quello della Di Vincenzo Spa di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti, Abruzzo. Decisamente un buon partito, se si considera che l’azienda abruzzese ha lavorato alle linee 4 e 5 della metropolitana di Milano o alla ristrutturazione di Palazzo Fendi, a Milano. E che qui nelle Marche si è già occupata del miglioramento sismico del centro commerciale Portogrande di San Benedetto del Tronto e della realizzazione di acquedotti irrigui e vasche di raccolta per conto della Regione. La Di Vincenzo avrebbe effettuato sopralluoghi ad Ancona nel maggio scorso, mostrando un serio interessamento nell’affare. Più forte di quello di WeBuild, che si sarebbe mostrata invece più tiepida, forse interessata ad una acquisizione complessiva della Rizzani. Che qualcosa di concreto ci sia, comunque, lo dimostrano anche le carte. Nell’istanza che i consulenti della Rizzani De Eccher hanno depositato al tribunale di Trieste per chiedere la proroga dei termini per la presentazione del piano di risanamento aziendale, oltre che l’estensione delle misure di protezione dai creditori, i tecnici fanno riferimento «all’invio di una manifestazione di interesse lo scorso 2 aprile, cui è seguita una due diligence che ha portato alla presentazione di un’offerta vincolante d’acquisto del ramo d’azienda il 28 maggio 2026».

Il fermento

Data l’aura di riservatezza che comprensibilmente avvolge l’affare, è difficile dire se quest’offerta sia davvero della Di Vincenzo, anche perché nel frattempo si sarebbe fatta avanti anche una terza realtà interessata al Salesi. A conferma del fatto che il cantiere di Ancona, nonostante le difficoltà dell’azienda vincitrice dell’appalto, mantiene ancora il suo appeal, dovuto in buona parte alla situazione di sostanziale equilibrio economico. Mentre avvocati e imprenditori trattano, però, in via Conca c’è un cantiere da mandare avanti. Che non si è mai fermato, anche se da mesi procede a rilento, tanto da far sfumare l’obiettivo di una fine lavori entro il 2027. Rispetto a qualche settimana fa, comunque, dai soli 3 operai impiegati si è passati ad almeno una decina, che in questi giorni si stanno occupando dell’ultimazione delle fondamenta e della posa dei pilastri di sostegno del primo piano del futuro ospedale pediatrico. Siamo ancora all’inizio, ovvio. E anche i più informati faticano a fare previsioni sui nuovi tempi di realizzazione dell’ospedale. Il ritardo accumulato finora è di oltre sei mesi, ma chissà quanti mesi ancora ci vorranno prima che si possa tornare a regime. E nel frattempo c’è un ospedale pediatrico, quello di via Conca, che ormai presenta più di qualche problema.




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