Il drone kamikaze da 450 km/h che spaventa Mosca: Londra testa Nyan per la guerra del futuro
Le forze armate britanniche testano in modo approfondito il Nyan, un sistema aereo senza pilota, o drone, del tipo “One-Way Effector” progettato per l’impiego sia in operazioni marittime che terrestri. Dopo la “lezione ucraina“, Royal Navy e British Army hanno deciso di richiedere e testare nuove capacità impiegabili da remoto per affrontare scenari futuri, puntando tutto su efficienza e versatilità. Il Nyan OWE, piccolo velivolo senza pilota con un’apertura alare di 2,9 metri e una configurazione che ricorda un piccolo jet stealth di nuova generazione, è progettato per condurre attacchi di precisione sia in terra che in mare.
Realizzato in fibra di carbonio e spinto da un motore a microturbina, il Nyan può raggiungere una velocità di circa 450 km/h e possiede un’autonomia compresa tra 150 e 200 chilometri. Lanciato mediante catapulta, opera in modo autonomo seguendo coordinate preimpostate tramite navigazione inerziale e satellitare, riducendo la vulnerabilità alle interferenze elettroniche. Può trasportare un carico utile di circa 20 kg, generalmente destinato alla testata esplosiva, ed è concepito come “drone kamikaze” per colpire bersagli fissi. Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe esistere anche una variante dotata di sensori elettro-ottici e algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di riconoscere autonomamente il bersaglio nella fase finale dell’attacco.
Sviluppato da Callen-Lenz, società del gruppo BAE Systems, questo nuovo drone è stato lanciato per la prima volta da un’unità navale, la nave sperimentale della Royal Navy XV Patrick Blackett, mentre si trovava al largo della costa meridionale dell’Inghilterra durante l’esercitazione “Neptune Reach”, un addestramento congiunto che ha convinto anche British Army e Royal Air Force nell’ambito del “Project Vantage”, un programma incentrato sull’accelerazione dei test e della valutazione dei droni d’attacco che nell’ultimo lustro hanno assunto un ruolo centrale nei conflitti contemporanei e, secondo quanto analizzato dagli esperti militari, sono destinati ad assumere un ruolo sempre più rilevante nei conflitti futuri. Il drone Nyan era già stato testato con successo dall’esercito britannico durante una manovra simulata in Estonia, per verificare le “capacità di fuoco a lungo raggio” che il Regno Unito potrebbe fornire in supporto degli alleati NATO sul continente, in uno scenario che vedrebbe l’alleanza coinvolta in un confronto sul confine orientale, dove i servizi d’intelligence europei continuano a monitorare e temere possibili attività ostili da parte di Mosca.
Questo drone unidirezionale, che potrebbe essere presto schierato a difesa del Regno Unito e della Nato, unisce le competenze maturate dalla Marina e dall’Esercito inglesi, che hanno prima impartito un indispensabile addestramento alle forze armate ucraine, per ricevere, dopo anni di conflitto, le esperienze maturate sul campo in un conflitto che ha visto un largo impiego di armi e tattiche di combattimento “nuove”, al fine di poter produrre e impiegare efficacemente lo stesso tipo di droni d’attacco da una nave da guerra come dai lanciatori terrestri.
Secondo le fonti interne a BAE Systems, il drone Nyan ha “già dimostrato la sua efficacia operativa a terra, con oltre 1.
000 unità prodotte, ed è pronto a dimostrare con successo la sua capacità di apportare un reale valore aggiunto anche in un ambiente marittimo”, con l’obiettivo ultimo di far “progredire la capacità di difesa integrata e multidominio del Regno Unito”. In prospettiva, il Nyan potrebbe trovare impiego anche a bordo delle portaerei classe Queen Elizabeth, ampliando ulteriormente le capacità di attacco a lungo raggio della Royal Navy.
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