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Nainggolan: “Caso Balogun, questo non è più calcio”


ROMA. Radja Nainggolan non ci sta. L’ex centrocampista della nazionale belga ha preso molto male la notizia della sospensione della squalifica di Balogun, che potrà così scendere in campo contro i Diavoli Rossi. “Così il calcio non è più calcio. A Cristiano hanno tolto due giornate di squalifica per fargli giocare il Mondiale dalla prima partita. A Balogun ora la sospendono. E l’hydration break non ha senso. È la prova che il pallone ormai è solo una questione di soldi”.

Pensa che per la nazionale belga questo caso possa essere una difficoltà in più?

“I ragazzi della nostra nazionale non devono distrarsi con la vicenda Balogun. Noi fuori dal campo possiamo lamentarci, sia i tifosi sia la federazione, ma loro devono pensare alla partita. In amichevole, prima del Mondiale, hanno battuto gli Stati Uniti 5-2”.

Cosa pensa del fatto che Trump abbia accolto con gioia la decisione della FIFA?

“Non lo critico. È una normale reazione da tifoso americano, avrei fatto lo stesso al posto suo. La responsabilità è tutta di chi ha preso la decisione. A cosa servono i cartellini, se poi di fatto vengono tolti? Ma non mi stupisce. In questo Mondiale la Croazia è uscita per un tocco di palla inesistente. Ed è un peccato, perché abbiamo visto anche cose belle”.

Cosa Le è piaciuto del Mondiale americano?

“Anzitutto, il fatto che si perda poco tempo, si giochi tanto. Poi le sorprese, da Curaçao a Capo Verde. Mi hanno stupito anche la Colombia e il Canada. Ero contrario all’idea del torneo a 48 squadre, ma su questo mi sono dovuto ricredere. Ingiustizie come quella di Balogun, però, rovinano tutto”.

Parla come uno che di partite del Mondiale se ne è viste parecchie…

“Le guardo tutte fino all’una di notte, qui a casa mia, in Belgio. Più tardi, faccio fatica. Il Mondiale è sempre speciale, anche se nella mia carriera non lo lego solo a ricordi piacevoli. L’esclusione nel 2018, dopo che avevo giocato la semifinale di Champions, mi ha ferito. Però il passato è passato. Ora gioco nella Serie B belga, mi diverto, ho ancora qualcosa da dare. Fisicamente sto bene, me la gioco contro i ragazzini. Per ora va bene così, poi vedremo. Al futuro non penso ancora”.


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