Società

TFA Sostegno XI ciclo, Gilda critica la distribuzione dei posti: “Troppi nella secondaria di II grado, rischio specializzazioni senza sbocchi”

La distribuzione dei circa 30 mila posti autorizzati per l’XI ciclo del TFA Sostegno suscita perplessità nella Gilda degli Insegnanti. A evidenziarle è Simone Craparo, che giudica sorprendente soprattutto il numero di posti destinati alla scuola secondaria di secondo grado.

“Numeri inattesi per la scuola superiore”

Dei posti autorizzati, oltre 9 mila riguardano infatti la secondaria di secondo grado, nonostante il fabbisogno inizialmente comunicato dal Ministero fosse pari a zero.

“Siamo rimasti tutti stupiti da questi numeri, perché nel fabbisogno iniziale per la scuola secondaria di secondo grado c’era la cifra zero”, osserva Craparo.

Secondo il dirigente sindacale, la diversa ripartizione sarebbe legata alle richieste formulate dagli atenei.

“Le università, nella loro autonomia, possono chiedere un numero diverso di posti e, a quanto pare, questa richiesta è stata accolta”, spiega.

Rischio di eccesso di specializzati

Per la Gilda il problema riguarda soprattutto le prospettive occupazionali.

“Quest’anno in molte province anche del Nord docenti già specializzati sul sostegno nella secondaria di secondo grado non hanno lavorato oppure hanno ottenuto solo incarichi da graduatorie d’istituto”, sottolinea Craparo.

Ai circa 9 mila nuovi posti autorizzati si aggiungeranno infatti gli idonei dei cicli precedenti e i percorsi Indire.

“Si rischia di arrivare a 15-16 mila nuovi specializzati nella secondaria di secondo grado. Molti conseguiranno la specializzazione senza poi trovare lavoro”, afferma.

Più fabbisogno in primaria e secondaria di primo grado

Secondo la Gilda sarebbe stato preferibile destinare una quota maggiore di posti agli ordini di scuola dove la carenza di docenti specializzati continua a essere significativa.

“La necessità maggiore era nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado. Al Nord già nella prima decade di settembre si è dovuto ricorrere agli interpelli perché le GPS erano esaurite”, ricorda Craparo.

La proposta: più coordinamento tra MIM e Indire

Il sindacato propone infine una revisione dell’attuale sistema di formazione dei docenti di sostegno.

“Per il futuro sarebbe più conveniente togliere la specializzazione dalle mani delle università e affidarla a un ente come Indire, che potrebbe garantire una maggiore coerenza con il fabbisogno del Ministero dell’Istruzione”, sostiene Craparo.

Pur riconoscendo che i titoli rilasciati da Indire non hanno valore universitario a livello europeo, il dirigente della Gilda ritiene che un maggiore coordinamento tra formazione e reale fabbisogno delle scuole consentirebbe una programmazione più efficace delle specializzazioni.


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