sfondano transenne per entrare gratis
Doveva essere una delle notti clou dell’estate musicale barese e per migliaia di persone lo è stata. Ma il concerto di Geolier di sabato 4 luglio all’Arena del Levante, per moltissimi non è stato un momento da ricordare. Specialmente quanto accaduto fuori dai cancelli, nei minuti a ridosso dell’inizio dello show. La tappa pugliese dell’Oversound Music Festival, inserita nel «Summer Festival Tour 2026» del rapper napoletano, era andata sold out da settimane. E proprio quella pressione di pubblico, secondo i racconti di chi era in fila, si sarebbe trasformata in una situazione fuori controllo.
Leggendo anche diverse lamentele sui social, già nelle ore precedenti si erano iniziati ad assaporare i primi malumori. “In fila sotto il sole per entrare”, “ore ad attendere prima che il concerto inizi. E con questo caldo”. Ma fin qui tutto nella norma. Da sempre, infatti, bisogna dotarsi di grande pazienza per entrare in stadi e arene, specialmente quando il concerto ha un fortissimo richiamo di pubblico. Ma qui, per tanti, l’attesa si è prolungata oltre. Se infatti l’avvio dello show era fissato per le 21, intorno a quell’ora mentre le prime note arrivavano già dal palco, all’esterno ci sarebbe stata ancora una massa enorme di persone in attesa di entrare. “Non siamo riusciti a entrare con tutti i biglietti — racconta una ragazza presente — Si erano fatte le nove, il concerto è iniziato e noi eravamo ancora fuori. Dietro di noi c’era una folla che non finiva più”. È in quel momento che, sempre stando alla testimonianza, sarebbe scattato il caos: “La gente, quando ha sentito che il concerto era cominciato, si è imbizzarrita e ha iniziato a spingere, a correre, a saltare da tutte le parti”.
E a quanto sembra, il varco d’ingresso, stretto tra le transenne, non avrebbe retto quel flusso: “A un certo punto lo spazio si è riempito, non si poteva più entrare”. C’è chi poi assicura che il personale della sicurezza non sarebbe stato in grado di gestire quel disordine, così come mancavano forze dell’ordine a supportare il caos che si era ormai creato senza soluzione di continuità. eE questo ha generato ancora più confusione. “C’erano tante famiglie con bambini, – conclude – è stato veramente pericolosissimo”.
Un quadro che trova eco anche sui social con alcuni post di ragazzi presenti alla serata. Poche righe, secche, scritte a caldo dall’interno di quella ressa: “Intrappolati tra le grate. In un cunicolo. Schiacciati”, scrive una ragazza in fila per il concerto. E ancora, il giudizio sull’”organizzazione imbarazzante”, spiegando che il suo biglietto non lo avrebbe controllato nessuno e che sarebbero di fatto entrati “sotto la spinta della folla”, con una parte del pubblico che avrebbe fatto ingresso gratis, a forza, al grido di “Spingete!”.
Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali da parte degli organizzatori, della Questura o della Prefettura e le testimonianze di chi c’era sono devono essere accolte con la necessaria cautela. Ma resta la sostanza di un allarme che in molti, ieri sera, hanno lanciato: la sensazione di trovarsi in una situazione che avrebbe potuto degenerare da un momento all’altro. Perché ormai stanno diventando troppi i precedenti in Italia, e non solo, di eventi disorganizzati con il potenziale pericolo che possano sfociare in qualcosa di più di un semplice disagio. Senza far correre il pensiero a Crans Montana (lì i problemi sono stati di ben altra natura, sebbene in un locale affollato oltre il numero consentito), si pensa a Corinaldo, in provincia di Ancona, dove nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, durante l’attesa per un dj-set di Sfera Ebbasta alla discoteca Lanterna Azzurra, la calca provocò sei morti e decine di feriti. Contesti diversi, certamente. Dinamiche diverse, non vi è dubbio. Ma oggi il mondo chiede che la sicurezza sia puntuale e precisa, che non sgarri neanche di un posto in più in una sala da ballo o un concerto. Perché le condizioni sono cambiate, i concerti sono cambiati, il mondo è un altro. E, giustamente, anche gli spettatori chiedono non ci sia più margine d’errore.
Il concerto di Geolier, alla fine, si è tenuto. Ma le immagini e i racconti di quei minuti davanti ai cancelli non sono stati un bello spettacolo. Perché per tutta l’estate la città ospiterà altri grandi eventi live e non è più ammesso sbagliare.


